Cavagliano, meta ambita di studiosi, archeologi, appassionati di trekking e cacciatori, potrebbe tornare a vivere. La Diocesi infatti sta pensando di ristrutturare la chiesa di San Biagio, dove sono conservati tre affreschi che potrebbero essere stati realizzati da Agnolo Gaddi e la piccola scuola. Da tempo don Vittorio Aiazzi, l'ultimo parroco di San Biagio, accarezza questo sogno. E anche i proprietari delle case che ancora sono rimaste in piedi, hanno dato mandato a Lamberto Gestri, di realizzare un progetto per il restauro delle loro abitazioni. Le domande per la ristrutturazione sono già state presentate in Comune, anche se il recupero delle case del borgo di Cavagliano, pare abbastanza difficile. «Quelle abitazioni sono collassate, ridotte quasi a ruderi - dice Gestri - e, anche se a Cavagliano c'è la corrente elettrica, non possiamo pensare di portarci l'acquedotto». Per arrivare a Cavagliano inoltre, c'è soltanto quella strada bianca che non potrà essere asfaltata. «Quel borgo meriterebbe davvero di essere recuperato - aggiunge l'ingegner Gestri - ma con un 'attenzione e una cura davvero speciale sia per il territorio in cui si trova, sia per la sua storia. Anche perché i conci, i portali, e i manufatti che si trovavano a Cavagliano e che ornavano le case e la Chiesa sono stati portati via. Lo scempio peggiore è il saccheggio dei reperti della Calvana». F.G.