Il sottosegretario Marcucci annuncia fondi entro una settimana. "Poi datevi da fare, trovate gli sponsor" Da Roma i soldi per le bollette. "Sfruttate lautonomia" "Basta piangersi addosso, da Firenze arrivi un segnale" -------------------------------------------------------------------------------- «I soldi per lOpificio delle Pietre Dure arriveranno, massimo tra una settimana, dieci giorni» assicura il sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci. Non è una promessa, aggiunge «è pronto un provvedimento che riguarda tutte le emergenze diffuse a livello nazionale, abbiamo recuperato circa 30 milioni di euro da destinare a vari istituti e soprintendenze in difficoltà dai residui non spesi della Finanziaria dello scorso anno. E così anche lOpificio potrà pagare le sue bollette arretrate e le spese di gestione». Ma non basta una sanatoria a colmare le casse vuote dellistituto fiorentino. Il sottosegretario Marcucci polemizza con la soprintendente Cristina Acidini e cita quella che sarà la vera soluzione dei problemi: lautonomia gestionale e amministrativa in arrivo per lOpificio. «E vero che non funzionerà come un bacchetta magica come afferma Acidini - spiega Marcucci - ma lautonomia non è solo un dato giuridico, di fatto cambia la scelta di approccio, permette allistituto di interagire con gli enti locali, di attivare un regime di convezioni e committenze remunerativo. Inoltre è bene che si diano da fare anche tutti quegli enti che si erano mobilitati per far sì che lOpificio avesse lautonomia: già, che fine hanno fatto?». Insomma, basta con il piangersi addosso, con i fondi che piovono dal cielo. Serve una sterzata per far funzionare in modo efficiente e remunerativo lazienda Opificio. Marcucci insiste: «Con la nuova Finanziaria, se verrà approvata, il ministero dei Beni culturali prevede 500 assunzioni. E non è vero che abbiamo tagliato i fondi, se mai siamo in risalita rispetto al governo precedente. Serve limpegno di tutti semmai, noi il segnale lo abbiamo dato». Insomma intanto arrivano i soldi per pagare le utenze. Ancora non si sa quale quota sarà destinata allOpificio, ma di sicuro permetterà al direttore Marco Ciatti di rimpinguare le casse ormai allo stremo. Ciatti si rasserena, e da parte sua sa bene che il provvedimento dellautonomia significherà una svolta, dice «una straordinaria occasione per aprire nuove possibilità alle gestione dellOpificio, aprendo possibilità a fondi privati da aggiungere a quelli pubblici, attivando convezioni con fondazioni, enti e collaborazioni internazionali». E sulla difficile situazione attuale dellistituto, sulle scarse risorse e a mancanza di personale, hanno protestato anche il deputato di Fi Guglielmo Picchi e che ha presentato uninterrogazione al ministro dei Beni culturali e il senatore di Fi Paolo Amato. Entrambi sottolineano il ruolo di eccellenza nel restauro e la competenza dellistituto fiorentino, che va rilanciato e aperto ai grandi progetti internazionali, garantito come centro di eccellenza del restauro a Firenze. Per questo se sono stati trovati 500 mila euro per salvare e far respirare lAccademia della Crusca- chiede Picchi- ci batteremo per garantire lindipendenza e lesistenza dellOpificio».