Gli architetti associati ad Aimaro Isola chiedono un compenso di 2 milioni e 925 mila euro per «rifunzionalizzare, restaurare, ampliare e mettere in sicurezza» il Museo Egizio di Torino, con opere pari a 50 milioni, che mobiliteranno svariate decine di talenti. La parcella, resa nota venerdì scorso, all'apertura delle offerte economiche del bando di gara, indetto dalla «Fondazione Antichità Egizie di Torino», è il risultato di un cospicuo ribasso. E' stato determinante a far aggiudicare in via provvisoria i lavori ad Isola e soci. Ma ha sorpreso gli architetti del gruppo guidato da Arata Isozaki, giunti secondi in graduatoria, con una parcella di 3 milioni e 723 mila euro. Tramite l'architetto Carlo Pession hanno espresso le loro perplessità a «La Stampa». Valutano pari al 60 per cento la riduzione effettuata dal Gruppo Isola e riten gono che così «è stato leso uno, dei principali contenuti della legge che regola i bandi a procedura aperta, che dispone che debba prevalere l'offerta più economicamente vantaggiosa, non quella al massimo ribasso». Non escludono così un ricorso. Mercoledì scorso la «Commissione Giudicatrice» della gara si è riunita per fare il punto sulla situazione e ieri ha diramato un comunicato, con il quale annuncia laconicamente che lunedì prossimo si riunirà il Consiglio di amministrazione della Fondazione e «in quella sede verrà stabilito l'iter per l'aggiudicazione definitiva della gara». In teoria il Cda potrebbe già proclamare il vincitore, ma secondo indiscrezioni potrebbe invece chiedere ai concorrenti ulteriori informazioni, prima di decidere. Nell'attesa Aimaro Isola dice la sua: «Io ho applicato le regole del gioco previste dal bando di gara, che prevedevano parcelle calibrate al mercato internazionale. Quanto chiede il mio gruppo come compenso ci basta. Non ci andava di spremere la nostra città. Ci siamo permessi uno sconto che star internazionali come Isozaki evidentemente non possono permettersi. Come torinese non farò fatica ad andare sui cantieri. Isozaki ogni volta dovrebbe sorvolare oceani». Quanto alla quantificazione dello sconto interviene l'ingegnere Luciano Luciani, che segue per Isola anche gli aspetti finanziari: «In merito allo sconto - spiega - va osservato che su otto partecipanti alla gara ben tre raggruppamenti, cioè il 37,5 per cento dei partecipanti, hanno fatto, a meno di decimali, lo stesso ribasso, intorno al 40 per cento. Sono Politecnica 40, Isoiarchitetti 41 e Consorzio Shentia 40,02. Chipperfield ha offerto il 33, mentre solo Isozaki e Giugiuaro si sono attestati su uno sconto del 17». «Va inoltre chiarito - aggiunge Luciani - che lo sconto del 41, su un importo già scontato del 20, come prevedeva la gara, non corrisponde ad un ribasso del 61 sulla tariffa base, bensì del 52,8. A conti ben fatti, tenendo presente anche la quota che fa parte di compensi non soggetti a sconto, l'offerta economica del gruppo Isoiarchitetti risulta inferiore di solo il 21 a quella del gruppo Isozaki».
Isola risponde a Isozaki: "Lo sconto all'Egizio omaggio alla mia città"
Il Museo Egizio di Torino è stato oggetto di un bando di gara per la rifunzionalizzazione, restaurazione, ampliamento e sicurezza. Gli architetti associati ad Aimaro Isola hanno richiesto un compenso di 2.925.000 euro, mentre il gruppo guidato da Arata Isozaki ha richiesto 3.072.300 euro. I membri del gruppo Isoiarchitetti hanno espresso perplessità sulla riduzione dell'offerta economica, valutando pari al 60% la riduzione effettuata. Sostengono che la legge sulla procedura aperta prevede che debba prevalere l'offerta più economica, non quella al ribasso più alto. Non escludono un ricorso.
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