Per lo "Scheletrone" suona l'ora dell'abbattimento. Il piano di demolizione del rudere abusivo che dal 1971 deturpa la costa dell'isola Palmaria è stato depositato sia in Comune che in Regione: proprio qui, presso il Dipartimento di Pianificazione Territoriale, è previsto per domattina l'incontro tra i progettisti e una rappresentanza del Comune di Portovenere, per definire l'iter dell'intervento e la bonifica dell'area. A breve partirà inoltre la procedura di esproprio nei confronti dei 23 proprietari, che consentirà di "bvpassare" il ricorso al Tar presentato da questi contro l'annullamento della licenza edilizia rilasciata nel 1968. Un altro pesante ostacolo sulla strada del risanamento era stato messo sempre dal Comune di Portovenere, che nel 2001 respinse la domanda di condono parziale avanzata dai proprietari. La sanatoria può infatti essere concessa solo per gli edifici ultimati, in cui sia stato eseguito il rustico e completata la copertura. Nel caso dello "Scheletrone", invece, i costruttori non sono riusciti neppure a completare le tamponature laterali e a realizzare il tetto in tegole. Ma a sbloccare in modo decisivo una vicenda costellata da anni di battaglie giudiziarie e mobilitazioni ambientaliste è stato, l'il ottobre scorso, il Consiglio regionale: con il via libera al Piano del Parco di Portovenere sono state approvate anche le norme che prevedono l'abbattimento dello "Scheletrone", finanziato dalla giunta ligure con 1 milione e 600 mila euro. Al posto del manufatto abusivo sorgeranno "opere di modesta entità - si legge in una nota del Consiglio - elevate al massimo di un piano e destinate ad ospitare strutture per l'escursionismo e la balneazione". Il progetto prevede anche un recupero del percorso pedonale che dalla Punta Carlo Alberto, di fronte alla chiesetta di San Pietro, arriva fino al Saladero e al Terrizzo. L'idea è quella di creare una "promenade", che congiunga i punti principali della Palmaria: una passeggiata pubblica lungo un pontile in legno che costeggi la scogliera di fronte al borgo, arredata con panchine e impianti di illuminazione. 11 progetto è dello studio milanese "Land", un team di professionisti con esperienza pluriennale nel campo delle scienze territoriali e del paesaggio. Nefa parte Andreas Otto Kipar,architetto tedesco già autore del piano di abbattimento del "Fuenti" a Vietri sul Mare. La stessa vicenda del "Fuenti" insegna che occorre procedere ad una demolizione "intelligente", tale cioè da armonizzarsi con il contesto ambientale dell'area. Nel caso dello "Scheletrone", l'architetto Kipar ha previsto un piano di bonifica e recupero paesistico volto alla messa in sicurezza della Cava San Giovanni e all'impianto di specie vegetali tipiche dell'isola Palmaria, una volta ripulita la zona da erbacce e detriti.
La Spezia. Scheletrone della Palmaria, via libera alla demolizione
Riassunto in massimo 200 parole:
Il piano di demolizione del rudere abusivo "Scheletrone" a Portovenere è stato depositato sia in Comune che in Regione. L'incontro tra i progettisti e la rappresentanza del Comune di Portovenere è previsto per definire l'iter dell'intervento e la bonifica dell'area. La procedura di esproprio nei confronti dei 23 proprietari è in corso, che consentirà di "passare" il ricorso al Tar presentato contro l'annullamento della licenza edilizia rilasciata nel 1968.
Il Consiglio regionale ha approvato le norme che prevedono l'abbattimento dello "Scheletrone", finanziato dalla giunta ligure con 1 milione e 600 mila euro.
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