Prendete esempio dalla magnificenza e dall'efficienza di Venaria. Ecco il consiglio che l'Unesco ha dato ai restauratori russi che ieri hanno visitato la Reggia per capire come recuperare l'immenso patrimonio storico di San Pietroburgo, fatto di circa 6 mila palazzi storici, regge e castelli. Una delegazione di venti esperti ha visitato metro quadro per metro quadro, la vecchia dimora sabauda, restando a bocca aperta davanti ai capolavori di Jan Miel e di Anton Van Dyck, contemplando le teche dove sono rinchiusi i gioielli di Casa Savoia, come il Collare dell'Annunziata e rimanendo catturati dai tempi strettissimi nei quali si sono aperti e chiusi i cantieri. I russi, da un anno e mezzo, tengono d'occhio il restauro della Reggia. «Loro non recuperano pezzo per pezzo - spiega l'ingegner Francesco Pernice, soprintendente ai Beni artistici della Regione, che prossimamente terrà delle lezioni a San Pietroburgo per svelare i segreti degli acquerelli e delle tecniche usate per la cromature dei colori -. Non hanno questa impostazione, distruggono e poi ricostruiscono senza tener conto dell'originale, come hanno sempre fatto i francesi. Un metodo che può anche causare problemi perché non tiene conto del particolare». La delegazione, coordinata da Vera Dementieva e da Olga Taratinova, rispettivamente presidente e vice del Kghiop, che corrisponde alla nostra Soprintendenza, insieme all'Unione dei restauratori della città di San Pietroburgo, oltre alla Reggia (dove sono esposti dei pezzi provenienti dalle collezioni dell'Ermitage), ha anche visitato il Centro del Restauro cercando di capire i metodi e le procedure che si devono seguire per recuperare una tela o un mobile di pregio. Poi hanno regalato al sindaco di Venaria Nicola Pollari un volume scritto in italiano su tutti i capolavori che si possono scoprire a San Pietroburgo. Un dono che è stato ricambiato tramite il geometra Enzo Bentivegna, segretario degli Edili di Venaria, con delle stampe d'epoca del Theatrum Sabaudiae. Un brindisi al Dolcetto e una stretta di mano hanno sancito un patto profondo tra Venaria e la Reggia e San Pietroburgo, la città natale del premier Vladimir Putin, che, come hanno spiegato i membri della delegazione: «Sarà presa da esempio per tutti i lavori di recupero storico che si svolgeranno nei prossimi anni in Russia». Questo grazie anche una incredibile disponibilità finanziaria garantita non solo dal nuovo «zar» (per ripristinare tutti gli intarsi d'oro della Reggia di Caterina ha spedito a San Pietroburgo dei convogli carichi di lingotti d'oro), ma anche dal colosso del Gazprom, la più grande compagnia russa e il maggior estrattore al mondo e fornitore di gas naturale, capace di un giro di affari annuo di circa 270 miliardi di dollari.