Allarme dal centro di eccellenza per i restauri: fondi ridotti del 40 per cento e concorsi bloccati. "Siamo allo stremo" "Organico allosso, reparti chiusi, niente soldi per le bollette" Il personale è sotto di cento unità, per loreficeria e i bronzi resta un solo addetto E cè chi si paga da sé le missioni fuori città -------------------------------------------------------------------------------- LOPIFicio sembra unazienda in disarmo, stretta tra la mancanza di personale, le bollette da pagare, le missioni per gli operatori bloccate. «Sì, siamo alla canna del gas - denuncia il direttore Ciatti - i fondi in questi anni si sono ridotti sempre di più, ora siamo ad una flessione del 40 per cento. Un conto è ridurre i restauri, ma le utenze come le paghiamo? LEnel non mi riduce davvero la bolletta del 40 per cento. Da anni poi non si fanno più assunzioni, e quanto ai nuovi allievi della scuola, siamo fermi perché abbiamo dovuto rifare il regolamento che ora è in attesa di approvazione al ministero dei Beni culturali e da due anni non possiamo bandire il concorso per i nuovi allievi, generalmente 15 a numero chiuso». Un disastro, una calata a picco. E non servirà a risanare la situazione neppure latteso e invocato provvedimento dellautonomia gestionale e amministrativa, in arrivo con la riforma del ministero per fine anno, più volte annunciato sia dal ministro Francesco Rutelli che dal sottosegretario Andrea Marcucci che lo dà operativo fin da gennaio 2008. «Già, siamo proprio messi male - conferma la soprintendente Cristina Acidini - E anche larrivo dellautonomia non risolverà granché. Non è una bacchetta magica che cancella tutte le magagne. Se mancano i finanziamenti, se dal ministero non ci vengono assegnati dei fondi, non abbiamo speranze. E un disagio gravissimo che tocca le soprintendenze di tutta Italia. Eppure basterebbero piccole cifre per poter incrementare il personale e non chiudere settori che ormai hanno un solo esperto, magari in via di pensionamento». Cecilia Frosinini, direttore del settore cartaceo e vicedirettore della sezione dipinti e affreschi dellOpificio, racconta che ormai non si contano più gli appelli e le lettere spedite, invano, al ministero. E annuncia la pericolosa deriva che mette a rischio il prestigio dellistituto e la conservazione di importanti beni culturali: «Il ruolo nazionale e internazionale dellOpificio è riconosciuto dovunque, ma senza fondi non possiamo fare missioni. A volte ci pagano il viaggio gli altri istituti, ma in genere le missioni non vengono autorizzate». Frosinini entra nel merito della difficile gestione del lavoro. «Mi sono pagata da sola una missione a Milano - racconta - Un anno fa uno studioso ha segnalato che i volumi del Codice Atlantico di Leonardo alla Biblioteca Ambrosiana erano affetti da muffe. Si tratta di dodici volumi straordinari, sono andata a vedere e ho constatato la necessità di revisionare il materiale cartaceo attaccato dalle muffe. Ho fatto una relazione puntuale che è stata spedita a Roma. E ancora tutto fermo. Non ci sono finanziamenti. Serve la consulenza di un biologo e di un climatologo, i dodici volumi vanno revisionati perché se le muffe sono attive possono danneggiare un bene di straordinaria importanza. E questo non è che un esempio di come sta il nostro patrimonio darte».