Due mesi per la svolta Il porto canale di Bagnoli in alto mare: nella conferenza dei servizi di ieri i tre progetti che ambivano all'assegnazione dell'opera sono stati tutti respinti dalla Sovrintendenza perché giudicati «non compatibili con il piano urbanistico attuativo» dell'area ex Italsider. Cosa succede adesso? L'ultima prova d'appello è prevista per il 19 dicembre quando la conferenza tornerà a riunirsi. In quella sede - alla vigilia di Natale - i tre progetti dovranno cambiare radicalmente pelle per dimostrare che non ci sarà il rischio insabbiamento per l'attracco, problema che afflisse anche i progettisti che disegnarono il porto del sogno Coppa America; e soprattutto che non c'è interruzione della linea di costa. Visto che tutto il progetto della nuova Bagnoli ruota intorno al concetto di restituire ai napoletani il mare e la spiaggia da Coroglio a Pozzuoli. Un rompicapo per architetti e ingegneri che devono disegnare un porto canale, che ha come sua prerogativa lo scavo perpendicolare all'arenile e dimostrare allo stesso tempo che non ci sarà interruzione della linea di costa. Il no contribuisce ad appesantire ancora di più i tempi di messa in opera della nuova Bagnoli. Il problema del porto canale infatti se ne tira dietro altri due oltre ai ritardi. La vendita dei suoli e la costruzione degli alberghi. Come si fa - l'interrogativo che si pongono in Comune, a vendere e costruire alberghi se non si sa come sarà l'attracco? Nella sostanza è l'idea stessa di porto canale a essere messa in discussione. I tre progetti rimasti al palo sono stati presentati da Marine di Napoli, Onda Azzurra e Porto Partenope. Ma come sono questi tre progetti? Marine di Napoli, società che fa capo al presidente della Camera di Commercio Gaetano Cola, amministratore delegato Giulio Marconi è firmato dall'architetto Maria Elisabetta Persico. Si tratta di una darsena della vela con giardini che digradano nella darsena stessa e che prevede 500 posti barca. Onda Azzurra è presentato da Salvatore Colella gestore dei pontili galleggianti di fronte a Nisida, proprietario dei cantieri Manò Marine. Il progetto prevede un'opera di sbancamento e dragaggio di 370 metri per addentrarsi lungo la linea di costa, con interruzione della strada di Coroglio. Il progetto di Porto Partenope è ideato da una società di 24 aziende nautiche. Prevede la realizzazione di una cittadella della vela con il sodalizio velico Circolo Italia. È un piano firmato dagli architetti Giuseppe Capuozzo e Fiammetta Adriani, che esclude nuova cementificazione, prevede il porto addossato al pontile Nord fin quasi alla sua metà, e un uso delle strutture esistenti per creare al loro interno una galleria commerciale e tutti i servizi indispensabili. Lo sbancamento dentro la linea di costa è per 110 metri. Raffaele Ambrosino di Forza Italia attacca: «Lo avevamo detto e questi nuovi ritardi lo confermano».
I NODI DELLO SVILUPPO Per il via libera bisognerà garantire la continuità della linea di costa
Il porto canale di Bagnoli è stato respinto dalla Sovrintendenza per la sua incompatibilità con il piano urbanistico attuativo dell'area ex Italsider. I tre progetti presentati sono stati respinti e gli appelli sono stati fissati per il 19 dicembre. I progetti devono cambiare radicalmente pelle per dimostrare che non ci sarà il rischio insabbiamento e che non c'è interruzione della linea di costa. Il porto canale è un concetto che ruota intorno alla restituzione del mare e della spiaggia ai napoletani. I ritardi contribuiscono ad appesantire i tempi di messa in opera della nuova Bagnoli. La vendita dei suoli e la costruzione degli alberghi sono problemi legati al porto canale.
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