Capolavori classici e contemporanei in esposizione a Capodimonte: ieri mattina l'inagurazione di «Omaggio a Capodimonte. Da Caravaggio a Picasso», l'iniziativa promossa dalla Soprintendenza speciale per il Polo museale napoletano e organizzata da Civita per celebrare i cinquant'anni di attività museale della bellissima reggia fatta costruire da Carlo di Borbone. Più che una mostra, una festa di compleanno. Ma con polemiche, ribadite dal suo curatore, il sulfureo soprintendente Nicola Spinosa, reduce dai complimenti ricevuti dal presidente della Repubblica Napolitano che l'ha visitata in anteprima l'altroieri mattina: «Una bella festa fatta con pochi soldi - dice con sarcasmo Spinosa - qualcuno infatti si è dimenticato di festeggiare con noi. Non se ne è dimenticato il Ministero, né l'assessore comunale alla cultura Nicola Oddati, che ci è stato vicino, ma certi assessorati regionali che preferiscono dedicarsi a feste plebee come Piedigrotta e sagre dei salami di Grottaminarda e della mozzarella di Mondragone». Polemiche incluse, la festa di Capodimonte è una rara occasione per ammirare da vicino capolavori dell'arte di tutti i tempi esposti con opere di maestri contemporanei in un percorso di grande suggestione che vede insieme Caravaggio e Picasso, Rembrandt e Basquiat, Rubens e Boccioni, van Gogh e Pascali, Velàzquez e Bacon, Mattia Preti e Alberto Burri, Mario Schifano e Tiziano. E poi i Luca Giordano, i Tiziano, i Giacinto Gigante, Solimena e gli altri capolavori di casa a Capodimonte, che accolgono le opere giunte al Museo diretto da Mariella Utili per questo «Omaggio» (fino al 20 gennaio) che è un filo conduttore dell'itinerario artistico del nostro tempo e dei tre secoli precedenti. Settanta sono le opere esposte provenienti da musei, fondazioni e raccolte private, italiani e stranieri con cui Capodimonte ha collaborato dal 5 maggio del 1957 in poi, prestiti che sono il frutto di una collaborazione intensa con i più prestigiosi musei e collezionisti d'arte internazionali. Nel corso di una breve presentazione nell'auditorium, cui ha fatto seguito una affollatissima visita guidata ai tre livelli dell'esposizione (c'è anche una sala con opere «napoletane» di Gianni Pisani, Renato Barisani, Domenico Spinosa, Mario Persico «in dialogo» con Prampolini e Lucio Fontana), Spinosa ha rincarato la dose delle sue critiche. Concentrandole soprattutto sulla festa di Piedigrotta: «Festa popolare è andare a Pompei o agli scavi, quella invece è una festa plebea a beneficio di quei lazzaroni che ancora popolano questa città e indica la non cultura di certi responsabili di questa regione e questa città». L'identikit dell'assessore mai nominato conduce al nome di Marco Di Lello e a margine della conferenza ufficiale il battagliero soprintendente completa il suo pensiero: «Dal suo assessorato non ho ricevuto alcuna risposta a ben tre lettere...». Ma ce n'è anche per l'Unione Industriali: «da loro non ho ricevuto manco un caffè. Ci hanno aiutato singoli imprenditori amici e istituzioni economiche, come Punzo del Cis e altri sponsor, tra cui la Camera di Commercio, la Fiat, Cafima, Ina Assitalia, Vodafone». Infine, due parole sui propositi di abbandono, di ritiro romano: «Forse qualcuno sarebbe stato anche contento che io lasciassi Napoli, avevo anche bloccato una casa a Roma ma poi ho deciso di rimanere: altrimenti chi glielo dice a certi esponenti della non-cultura che governano a Napoli che Capodimonte è più importante da finanziare di feste plebee? Resterò, fino alla pensione, perché Spinosa passa come i sindaci e i presidenti di Regione, mentre Capodimonte è e resta dei napoletani». Arte e polemica, la competenza e il gusto di dirle chiare, dirette, senza peli sulla lingua: «In questa città non c'è più dialogo tra cittadini e istituzioni». Nicola Spinosa non si risparmia. E in questa occasione Capodimonte diventa anche «un laboratorio di nuove idee, di nuova creatività anche attraverso la contaminazione che abbiamo voluto mettere in evidenza proponendo Basquiat, Pascali, Schifano, Rauschenberg, Picasso e Boccioni a contatto diretto con i grandi maestri del Seicento, del Settecento, dell'Ottocento. Una provocazione? Forse, ma certo un modo per riscoprire il senso dell'arte come straordinario strumento di dialogo tra diversi».
CAMPANIA - Spinosa: basta con la cultura plebea
Ieri mattina è stata inaugurata a Capodimonte l'esposizione Omaggio a Capodimonte, una mostra che celebra i cinquant'anni di attività museale della reggia. La mostra presenta opere di maestri classici come Caravaggio, Rembrandt e Rubens, insieme a opere di artisti contemporanei come Picasso, Basquiat e Boccioni. L'iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza speciale per il Polo museale napoletano e organizzata da Civita. Il curatore della mostra, Nicola Spinosa, ha criticato la festa di Piedigrotta e ha affermato che la regione e la città non hanno fatto abbastanza per sostenere il museo.
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