Ledificio si trova sotto la chiesa allAventino. Nuove luci per gli affreschi dei riti iniziatici e le statue col sacrificio del toro Riapre il mitreo di Santa Prisca dopo tre anni di lavori Rinforzato un pilastro che stava per crollare Da domenica iniziano le visite guidate -------------------------------------------------------------------------------- Hanno le gote e le tuniche rosse coperte da uno strato di sali che annebbia i contorni e rallenta le movenze del loro rito iniziatico. Ma se piove, e lumidità esterna si allinea a quella intensa della sala sotterranea, ecco che i protagonisti dei sacrifici al Sol Invictus riprendono corpo, colore, vita. Magnifici, nonostante i colpi di scalpello inferti dai cristiani che gli costruirono sopra la chiesa di Santa Prisca. Dopo tre anni di chiusura, domenica riprende il viaggio alla scoperta degli affreschi, delle sculture e dei misteri che circondano la divinità che scelse la notte tra il 24 e il 25 dicembre per venire alla luce, il dio Mitra. E nuove luci a norma, al posto delle vecchie e insicure lampade al neon, sono state installate per mettere in risalto gli ambienti ipogei del mitreo che si trova sotto la chiesa del XII secolo allAventino: uno dei mitrei più belli - anche se non grande come quelli a San Clemente, a Caracalla o sotto palazzo Barberini - tra quelli dedicati al dio dal cappello frigio. Larcheologa Alessandra Capodiferro della Soprintendenza lo definisce «il mitreo gioiello di Roma» e questo perché - sottolinea la responsabile dei lavori, portati avanti da una équipe di 7 studiosi - «ha tutte le caratteristiche canoniche degli edifici dedicati a questo culto e, oltre alla rarità di uniscrizione che ne determina la datazione al 202 d.C., eccelle per le proporzioni armoniose dellarchitettura». Per giungere allaula dominata dal gruppo plastico col dio Mitra - che trascina il toro verso la grotta in vista del sacrificio, alla presenza di Oceano o Saturno, oltre che di un cane, un corvo e uno scorpione - il visitatore passerà in ambienti in cui secoli e architetture si rincorrono e intrecciano: muri di età repubblicana, due domus imperiali, archi del XV secolo e colonne doriche ricomposte, la cripta della sovrastante chiesa con affreschi del Cinquecento. I lavori di messa in sicurezza hanno riguardato anche la messa in opera di un nuovo pavimento nella sala iniziale, cosiddetta del ninfeo, «invece abbiamo capito che è una struttura di contenimento del colle, che ha da sempre avuto cedimenti importanti» spiega larcheologa Paola Quaranta. Smottamenti antichi, dunque. Lultimo, recentissimo, ha fatto vacillare uno dei pilastri moderni, costruiti negli anni '60 a protezione degli scavi fatti dalla scuola olandese, che ora è stato salvato da quattro pali dacciaio. Altri ritrovamenti sono stati fatti nella prima delle tre stanze, alla sinistra dellaula grande, quella delle iniziazioni, cui si giunge dopo essere passati nel vestibolo e davanti allaltare dipinto di rosso dei sacrifici. Nella stanza successiva (Caelus) è rimasto sul muro il cerchio che conteneva i dodici segni zodiacali: il rito della purificazione prima di presentarsi al cospetto del dio Mitra. Il Mitreo (via di Santa Prisca 13) sarà aperto la seconda e la quarta domenica del mese, con visite per singoli e per gruppi, organizzate dalla Pierreci; info 06 39967700; 39967450; www.pierreci.it