Lassessore Tricarico: "Restituiremo al parco il suo ruolo originale". La spesa sarà di 15 milioni Verde al posto dei marciapiedi e delle aree pavimentate Previsti anche alcuni tratti di cancellate che dovrebbero servire contro lo spaccio Il ponte pedonale sarà realizzato entro il prossimo anno allaltezza della sede di Architettura -------------------------------------------------------------------------------- Una nuova passerella sul Po. Collegherà le due sponde del fiume allaltezza del Castello del Valentino e sarà realizzata entro il 2011, in tempo per le celebrazione dei 150 anni dellUnità dItalia. Sarà il terzo ponte pedonale, dopo quello di Italia 61 e del motovelodromo di corso Casale. Scopo della nuova passerella? Unire i parchi Valentino, sulla sponda sinistra, e Caduti dei lager nazisti, sulla sponda destra. Lopera sarà inserita nel dossier 2011 e il progetto dovrà essere pronto entro la primavera del 2008. Decisione presa nellultimo incontro tra gli assessori della giunta Chiamparino per fare il punto della situazione in vista delle manifestazioni per i 150 anni dellUnità dItalia. Tavolo guidato dallassessore alla Cultura, Fiorenzo Alfieri, che ha accettato di inserire tra le priorità la ristrutturazione del Valentino, in alternativa alla risistemazione delle ex Ogr. «Se andrà a buon fine la trattativa tra le Ferrovie e la Fondazione Crt - precisa Alfieri - si risparmieranno circa 15 milioni, soldi che saranno investiti per riportare allantico splendore il parco». Nel progetto si inserisce la passerella. Verrà realizzata a metà tra il ponte di corso Vittorio e il ponte Isabella, in corrispondenza della facoltà di Architettura, allaltezza dellIdrovolante. Ma il collegamento riservato ai pedoni non è lunico aspetto del piano di riqualificazione. «Vogliamo restaurare il parco - spiega lassessore al Verde, Roberto Tricarico - riportandolo al suo ruolo originale, sullo stile dei grandi giardini urbani e romantici francesi». Lo stato attuale dei giardini non è dei migliori: «È in sofferenza - aggiunge Tricarico - non solo per fenomeni di ordine pubblico come lo spaccio e la microdelinquenza. Anche come area verde è male utilizzata. Deve essere ripensata per rispondere alla moderna funzione di un parco urbano che si affaccia sul fiume». Ristrutturare non vuol dire stravolgere. Anzi. Lidea è di portare indietro le lancette del tempo, per quanto possibile. Un modo per rispettare i vincoli severi imposti dalla sovrintendenza. Ad occuparsi del progetto è Gabriele Bovo, uno dei dirigente del settore verde: «Al primo punto cè il ripristino delle vie dacqua, dei rii e della cascate che caratterizzano i giardini. Poi bisogna ridurre la superficie pavimentata. Non vuol dire che sostituiremo lasfalto dei viali con la ghiaia, vietando di fatto la circolazione di bici e pattini. Ma ridurremo i marciapiedi, che sono un sovrappiù rispetto al progetto iniziale, recuperando migliaia di metri quadri di superficie verde». Altro punto dolente sono i giardini rocciosi, dietro Torino Esposizioni: «È necessario un intervento profondo per riqualificarli», sottolinea Bovo. Unica cosa che non si può recuperare è il laghetto del Valentino, quello che è stato occupato dal V padiglione del quartiere fieristico. «Non è possibile per come è stato realizzato ledificio - spiega - larea sarà destinata a servizi, attività di svago ed intrattenimento». Ultima questione? Le cancellate. Farle o no? «In alcune zone servirebbero, anche per combattere lo spaccio», dice Bovo. Il costo degli interventi dovrebbe oscillare tra i 10 e i 15 milioni, passerella compresa. Giusto quello che avanza dalle Ogr se andrà in porto loperazione della Fondazione Crt. La città, in vista del 2011, ha deciso di puntare sulle aree verdi. Prima il Parco Dora, poi lo Stura e il Valentino, oltre alla nuova biblioteca multimediale progettata da Mario Bellini.