Anche lazienda barese Lorenzoni allopera. "Stiamo lavorando sui reperti recuperati dopo lincendio" I modelli presto sottoposti allok della Soprintendenza, poi si procederà ai calchi I pezzi unici già affidati agli scultori Il Teatro Petruzzelli che fu si potrà ammirare già alla fine di febbraio. Entro quella data, infatti, saranno completate le decorazioni del "nuovo" Politeama. «I tecnici stanno lavorando per riprodurre i modelli originari: gli elementi da ricostruire sono migliaia», spiega larchitetto Gianni Vincenti, componente del pool di progettisti responsabili della ricostruzione. Alla riproduzione degli elementi decorativi sta lavorando unéquipe di restauratori e stuccatori baresi e romani. Lassociazione di imprese Conscoop di Forlì e Sac di Roma, che si è aggiudicata lappalto per la ricostruzione del Teatro Petruzzelli, ha infatti affidato la riproduzione delle decorazioni a due aziende specializzate: la Forme di Roma e la Lorenzoni di Bari. «Si sta lavorando sugli elementi recuperati dopo lincendio - rivela larchitetto Vincenti - Gli addetti delle due imprese stanno preparando i modelli per i calchi. Ci sono almeno cento diversi motivi di decorazione. La base di creta di ciascun modello sarà poi sottoposta allapprovazione della Soprintendenza. Una volta ottenuto lok si potranno realizzare le matrici per i calchi in silicone, che serviranno per riprodurre gli elementi. Alla fine lapparato decorativo del teatro sarà del tutto simile a quello che esisteva prima dellincendio». Resta da vedere se la Sovrintendenza darà il via libera alla riproduzione in serie delle vecchie decorazioni, visto che per il foyer è stato utilizzato un procedimento più complesso. In quella circostanza, infatti, la dottoressa Daniela De Bellis, della direzione regionale dei Beni culturali pretese che i calchi fossero irregolari per riprodurre un effetto del tutto simile alloriginale. Le decorazioni del Teatro Petruzzelli erano state realizzate a mano, quindi nessuna era identica allaltra. Con il sistema dei calchi unici si rischia invece di creare allinterno del teatro una sorta di effetto clonazione. Il discorso è invece diverso per i cosiddetti pezzi unici, come per esempio il fastigio della torre di proscenio. «In questo caso - spiega larchitetto Vincenti - ci siamo affidati ad alcuni scultori che stanno già lavorando per riprodurre le decorazioni». Il montaggio dei singoli elementi comincerà dalla cupola per arrivare poi ai palchi. «È un aspetto puramente organizzativo - dice larchitetto Vincenti - Limpalcatura che occupa attualmente la platea sorregge un piano su cui lavoreranno gli operai che monteranno la controcupola. Poi, toccherà agli stuccatori». Anche i colori saranno pressoché uguali al modello originario. «Sì - conferma Vincenti - Cercheremo di restare fedeli alla tradizione, anche se effettueremo numerosi saggi per verificare le possibili gradazioni della doratura».