Parallelamente alla bonifica dell'Arzilla compiuta dall'assessorato ai Lavori pubblici, l'assessorato alla cultura ha disposto la pulizia delle rovine della chiesa di Santa Maria del Mare, una delle ultime testimonianze del basso Medio Evo esistenti in città, il cui degrado è progredito alquanto negli ultimi trent'anni, fino a metterne a rischio la stessa sopravvivenza. L'intervento, sollecitato dal dirigente dell'assessorato Claudio Giardini, costituisce ora una buona occasione per procedere al consolidamento di quanto rimane. Fino a una trentina di anni fa rimaneva in piedi l'abside pressoché intatta, ora buona parte di questa è crollata, dato che, nel corso dell'ultimo intervento di restauro, eseguito dalla Soprintendenza nel 1971, ci si limitò a spalmare qualche paletta di cemento nelle parti più deboli. Oggi rimangono poche rovine di una chiesa di grande importanza. "Essa rileva Giardini - fu consacrata addirittura da un Papa. Nell'anno 834 papa Gregorio IV, di ritorno dalla Francia, dove aveva tentato inutilmente di comporre i dissidi tra i tre figli di Carlo Magno che intendevano dividersi il Sacro Romano Impero Lotario, Ludovico il pio, Carlo il calvo si fermò a Fano, dove consacrò appunto questa chiesa che per diversi secoli fu molto frequentata dai fanesi. Nel 1416 fu meta di un pellegrinaggio di Carlo Malatesti, signore di Rimini, che le donò una corona d'oro: lo stesso omaggio che fece al santuario di Madonna Ponte, sull'altro lato della città. Nell'occasione raccontano le cronache - la chiesa dell'Arzilla fu anche dotata di due belle pale d'altare, dipinte probabilmente da pittori veneziani che ritraevano lo stesso Malatesti offerente, oggi perdute. In seguito la predilezione dei fanesi si accentrò sull'altro santuario, la cui Madonna veniva creduta più miracolosa". Nel 1801 la chiesa era ancora in piedi, tanto che il vescovo suffraganeo di allora Giuseppe Giglio (il presule titolare Severoli era prigioniero dei francesi) decise di procedere all'opera di restauro. Oggi rimane poca cosa, ma il sindaco Stefano Aguzzi, raccogliendo appelli che sono giunti da più parti, ha dato disposizioni all'ufficio tecnico di salvare il salvabile: di consolidare cioè quanto rimasto e di valorizzarlo come merita. Giusto in tempo per preservarne la memoria.
FANO -Restauro per la chiesa dell'Arzilla Crollata parte dell'abside
L'assessorato alla cultura ha disposto la pulizia delle rovine della chiesa di Santa Maria del Mare, una delle ultime testimonianze del basso Medio Evo esistenti in città. Il degrado della chiesa è progredito negli ultimi trent'anni, mettendo a rischio la sua sopravvivenza. L'intervento costituisce una buona occasione per procedere al consolidamento di quanto rimane. La chiesa fu consacrata da papa Gregorio IV nel 834 e fu frequentata dai fanesi per diversi secoli. Nel 1416, Carlo Malatesti la donò con una corona d'oro. Oggi rimane poca cosa, ma il sindaco Stefano Aguzzi ha dato disposizioni all'ufficio tecnico per salvare il salvabile e valorizzarlo.
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