Quando abbiamo visto lacqua della famosa fontana diventare tutta rossa abbiamo temuto il peggio. Non sarà mai, ci siamo chiesti, un gesto nostalgico di qualcuno in un modo o in un altro legato alla sinistra estrema o magari a quella stremata comunque sempre in zona sinistra? Se fosse stato così sarebbe stato tragico. Il dibattito e la crisi sarebbero scoppiati fra quelli che volevano considerare il gesto liberatorio, chi rivoluzionario o chi più salomonicamente avrebbe definito limprobabile vandalo «un compagno che ha pisciato fuori dal vaso». Fortunatamente i sospetti, non ancora provati, sono caduti su tale Graziano Cecchini con forti simpatie di estrema destra, quindi non cè nessun dubbio il gesto è un atto vandalico non una trovata goliardica, né tantomeno unazione di protesta contro il precarismo ammassato. Il colore rosso pare avere solo un significato estetico non politico anche se lanilina si trova pure nera. La performance dellartista di Ov (Ordine Vecchio) nella fontana è stata, scusate il gioco di parole, come un taglio di Fontana nellacqua che però invece di rimanere si è rimarginato immediatamente. La paura che i marmi del monumento potessero restare macchiati si è subito spenta ma è rimasto lo "shock". Qualcuno ha pensato fosse il sangue di un sommozzatore suicida scoppiato in acqua, altri meno emotivi hanno semplicemente sospettato di aver sbagliato città ed essere arrivati vicino a Palermo nella stagione della mattanza dei tonni. Poi tutto si è chiarito; scherzo di cattivo gusto, vandalismo precario. Tutti hanno detto la loro dandomi come al solito lopportunità di dire la mia. Come nel caso dei graffiti; arte o non arte? Ai posteri lardua sentenza. Nel 1998 lartista islandese di chiara fama mondiale, Olafur Eliasson, in occasione della Biennale di Arti Nordiche nella ridente cittadina norvegese di Moss, come sua opera darte versò nel fiume che attraversava la città un liquido organico non inquinante, usato da quelli che studiano gli oceani per delimitare alcune zone del mare da analizzare. L operazione rese lacqua di un verde intenso per qualche ora e poi se ne andò. Come davanti a un fuoco di artificio ben riuscito il pubblico applaudì. Nessuno parlò mai di vandalismo. Dove sta la differenza con il gesto del signore nella Fontana di Trevi? La differenza sta qui; gli artisti hanno unidea, la studiano e la sviluppano e la trasformano in arte magari con lintento di scandalizzare, di scherzare o dimpressionare, pensiamo allorinatoio di Duchamp presentato come una scultura astratta o alla "merda dartista" del mai dimenticato Piero Manzoni. Il vero artista può decidere di trasformare larte in un gioco o magari una burla, a volte in un offesa come nel caso dellartista russo Alexander Brenner che prese a colpi ai mazzo ai noci un curatore che gli stava antipatico allinaugurazione di una mostra e poi disse che era il pezzo con il quale partecipava allesposizione. Chi non è artista invece prova in tutte le maniere a trasformare scherzi, burle e offese in arte sperando di guadagnarsi il patentino per poter fare un giro di ricognizione nella storia dellarte. Se il Rosso Trasteverino voleva essere un artista si sarebbe documentato meglio, avrebbe trovato le sostanze usate dal signor Eliasson provocando unazione più misteriosa quasi magica, la fontana che diventa allimprovviso verde come un prato e poi ritorna normale. Invece di scompiglio avrebbe destato meraviglia. Come ogni dilettante è stato sfaticato, non studiando la lezione. La sua sbrodolata rossa è stata una banale trovata come quello che pensava di fare il Jackson Pollock urbano tirando dei palloncini pieni di colore sopra i muri della città. Non drammatizzerei, non celebrerei ma nemmeno direi "divertente", "geniale", "simpatico" o "delinquente". Ci sono stronzate che hanno il pregio di rimanere tali senza fare troppi danni sia che le abbia fatte un compagno per disagio sociale o un camerata come provocazione fascista. Ai gestori dei bar delle altre piazze romane che temono di perdere clienti attirati dal marketing del vascone di Trevi, non più in bianco e nero ma a colori, possiamo suggerire di fare una piccola manifestazione cantando; «Piazza del Popolo alla riscossa, Fontarossa non trionferà!!».