Poi la visita con il Presidente «Noi vogliamo che Napoli risolva i suoi problemi anche attraverso la cultura. Auguro a tutte le istituzioni che vengano i tempi bellissimi che merita questa città». Sarà quindi l'arte e il sapere a risollevare la città. Messaggio firmato dal vicepremier Francesco Rutelli in uno dei luoghi più affascinanti di Napoli: l'antico monastero delle clarisse che da ieri è il museo diocesano Donnaregina. «Ed è importante - ha spiegato il ministro dei Beni culturali - che questo museo nasca nel centro antico di Napoli, in una zona che è patrimonio dell'Unesco. Siamo vicini alla cattedrale, Al museo di arte moderna Madre, ai laboratori di restauro. Si tratta di un ottimo segnale perché è una realtà valorizzata nel cuore di Napoli. È una grossa opportunità per Napoli che il Presidente sia venuto qui. Con iniziative di questo livello può rinascere la coscienza civile e culturale di una comunità». La cultura come «arma» contro il degrado diventa una sorta di parola d'ordine. E il discorso ufficiale non è una scontata celebrazione dell'evento. «Sapete - spiega Rutelli - quanto sto e stiamo lavorando perché la meraviglia del patrimonio storico di Napoli emerga e dia più fiducia rispetto alle difficoltà dell'oggi. Quello dato dalla Curia è un contributo importante per questa parte della città nel cuore di Napoli». Parole d'apprezzamento per l'iniziativa del cardinale Sepe, frasi che ricambiano l'affetto con cui l'arcivescovo di Napoli aveva ricordato, poco prima, la collaborazione nei giorni del Giubileo del 2000. «Il cardinale Sepe, che io chiamo affettuosamente don Crescenzio, ha fatto riferimento al passato. Al Giubileo del 2000 che ci vide impegnati, io come sindaco di Roma e commissario di governo e lui che allora guidava la poderosa realtà ispirata da Giovanni Paolo II. Lui ha definito quei momenti come "bei tempi". Noi siamo qui per augurare alla Curia e alla città di Napoli che vengano tempi bellissimi, quelli che questa comunità merita. Abbiamo collaborato con convinzione anche adesso perché si tratta di un gioiello nel cuore di Napoli che torna a vivere, che era già stato restaurato splendidamente dal ministero». Finale dedicato al messaggio che arriva dall'apertura di un museo nel cuore antico di Napoli. «La funzione di un museo è innanzitutto quella di rendere accessibile al vasto pubblico i tesori che custodisce, i contesti e i valori che illustra affinché l'arte diventi consapevole patrimonio di tutti. Se la cornice che lo ospita è, a sua volta, un gioiello di architettura e di storia, il dono alla collettività è ancora più prezioso. Bisogna essere soddisfatti della sistemazione del Museo diocesano di Napoli nella chiesa restaurata di Donnaregina Nuova, destinato a divenire uno di quei luoghi di attrazione culturale che rendono la città partenopea un luogo unico al mondo. La fruttuosa collaborazione tra istituzione ecclesiale, amministrazioni locali e direzioni dei Beni culturali è un esempio di interazione virtuosa tra pubblico e privato, che si offre come un modello per la conservazione e la valorizzazione dell'immenso patrimonio storico-artistico del nostro paese».
CAMPANIA - Il ministro all'inaugurazione del museo diocesano: così rinasce la coscienza civile.
Il vicepremier Francesco Rutelli ha augurato tempi "bellissimi" per la città di Napoli, sottolineando l'importanza della cultura per risolvere i problemi della città. Ha parlato della inaugurazione del Museo diocesano di Napoli, che si trova nel cuore antico della città e che è stato realizzato grazie alla collaborazione tra istituzione ecclesiale, amministrazioni locali e direzioni dei Beni culturali. Rutelli ha sottolineato che il museo è un esempio di interazione virtuosa tra pubblico e privato e che può essere un modello per la conservazione e la valorizzazione dell'immenso patrimonio storico-artistico del paese.
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