Il Pirellino ha «funzioni insufficienti rispetto ai costi della struttura». Questa è la critica più morbida che piove sull'istituzione decentrata della Regione. Perché gli altri commenti compongono un coro che, lettera più lettera meno, parla di «sperpero di denaro» e «struttura inutile». Alla notizia dei costi del Pirellino - 2.294.267 euro all'anno - i rappresentanti di artigiani, consumatori e commercianti balzano sulla sedia. Ma non sono gli unici. Anche Luca Gaffuri, consigliere regionale dell'Ulivo, nutre dubbi e perplessità sull'attuale impiego della 'cattedrale' di via Einaudi. «L'idea di decentrare gli uffici è valida. Ma la struttura deve essere maggiormente a servizio di amministrazioni locali, cittadini e categorie. A oggi, le funzioni del 'Pirellino' mi sembrano insufficienti, se rapportate ai costi. Per rendere giustificabile questa spesa si dovrebbero fissare obiettivi annui di crescita nel rapporto con la cittadinanza. La sala convegni può essere usata soltanto in orario d'ufficio, mentre una struttura cos attrezzata dovrebbe servire anche di sera o nei weekend. Io stesso ho chiesto la possibilità di ricevere sindaci e cittadini al 'Pirellino', ma mi stato risposto che la struttura a servizio esclusivo della giunta». Dall'altro consigliere comasco in Regione, Gianluca Rinaldin (Forza Italia) è arrivato invece un no comment. «Dal nostro punto di vista - tuona Cornelio Cetti, presidente di Confartigianato - l'utilità del 'Pirellino' è zero. Quando abbiamo bisogno della Regione dobbiamo recarci sempre a Milano. Non voglio prendermela con i 53 dipendenti che lavorano in via Einaudi, la mia critica è rivolta a chi ha creato una struttura inutile. Ben vengano iniziative che fanno conoscere questi costi, servono a informare la gente». Parole durissime anche dai consumatori, per voce di Giuseppe Doria (Adoc). «Due milioni e 290mila euro'. Un costo sproporzionato, rispetto alle funzioni proprie del 'Pirellino'. Soldi buttati via. E pensare che potrebbe diventare per i comaschi un vero punto di riferimento per tutto ci che viene erogato dalla Regione. Ripeto, adesso la struttura non serve a nulla». «Basti pensare - conclude Sergio Ferrario, presidente di Confesercenti - che nemmeno i consiglieri regionali comaschi possono avere un ufficio nel palazzo. Per noi commercianti è un edificio inutile, le conferenze dei servizi sono sempre a Milano».