Il Quirinale alla mostra sui 50 anni del museo. Il soprintendente accusa lUnione industriali "Imprenditori come DAmato e Zigon hanno dato fondi, Palazzo Partanna no" Capolavori da Caravaggio a Rubens Oggi alle 13 lapertura ufficiale al pubblico -------------------------------------------------------------------------------- Napolitano ospite eccellente tra gli "ospiti eccellenti", Caravaggio, Rubens, Velazquez, Rembrandt, Tiepolo, Goya, Turner, Corot, Delacroix, Degas, van Gogh, Toulouse-Lautrec, de Chirico, Picasso, Boccioni, Bacon, Pascali, Basquiat. A Capodimonte, anteprima assoluta per il presidente accompagnato dal ministro per i Beni culturali e vicepremier Francesco Rutelli, della mostra intitolata "Da Caravaggio a Picasso". Lo storico museo festeggia i suoi 50 anni e per loccasione espone oltre 70 capolavori dei maestri più celebrati dal Seicento al Novecento in una eccezionale raccolta che sarà aperta al pubblico da oggi (ore 13) al 20 gennaio 2008. A fare gli onori di casa cè Nicola Spinosa, soprintendente per il Polo museale di Napoli. Per il presidente, Spinosa ha organizzato la visita guidata del primo piano dellesposizione. Nel gruppo anche il sindaco Iervolino, il governatore della Campania, Bassolino, gli assessori Oddati, Valente, Mola, (Comune), Martano (Provincia). Napolitano attraversa le sale dove si sfiorano "La musa metafisica" di Carra e "Francesco Gonzaga" di Mantegna, le donne di Renoir, Van Gogh e Picasso, Casorati e Rauschenberg, Manet e Turner con "La prima stella della sera". «Mi ha chiesto degli appunti», dice dopo la visita Spinosa. Accanto agli sponsor istituzionali, Regione, Provincia, Comune di Napoli, la Compagnia di San Paolo, affiancata da enti pubblici e privati, ci sono gli imprenditori napoletani Antonio DAmato, con il fratello Gianfranco, e Marco Zigon. Questi ultimi sostengono liniziativa con quote individuali da 50 o 100 mila euro attraverso lassociazione Civita. «Imprenditori privati, sia chiaro, no Unione industriali», sottolinea con la consueta vis polemica Spinosa, «da quelli non abbiamo avuto neanche una tazzina di caffè». Capodimonte, dice DAmato, «ha realizzato unoperazione estremamente difficile». Perché lo stesso interesse non cè stato per il Teatro San Carlo al fine di evitare la fine ingloriosa del commissariamento? «Abbiamo sostenuto il San Carlo - replica il patron della Seda di Arzano - ma versa in una crisi gestionale e amministrativa da cui deve uscire. Gli imprenditori sono pronti a investire quando vi sia una gestione improntata al rigore e alla trasparenza. Il San Carlo - prosegue lex presidente di Confindustria - ha una somma di problemi antichi, è un teatro straordinario, unico al mondo, ma deve dotarsi di un serio piano di risanamento. Noi abbiamo aderito con quote di sponsorizzazione, con un concreto sostegno, senza metterci in mostra». Zigon, imprenditore con base industriale a Marcianise, aggiunge: «Va gestito come una grande istituzione culturale, ma - ripete - va gestito». È una storia pluridecennale, bisogna voltare pagina, conclude DAmato, come si è fatto anche in altre città dItalia. Curata da Spinosa e progettata dalla Soprintendenza, la mostra "Omaggio a Capodimonte", con lAlto patronato del Capo dello Stato, porta nel museo napoletano grandi della pittura mescolati alla collezione permanente del museo. Inedita galleria in cui sfilano numerosi altri grandi maestri dellera moderna. Un risultato reso possibile grazie ai prestiti prestigiosi concessi da musei, fondazioni e raccolte private, italiani e stranieri, con i quali Capodimonte ha collaborato in questi cinquantanni, dal Met di New York alla National Gallery di Londra, il Louvre, il Prado, Brera, la Galleria Nazionale di arte moderna.