Francesco Solimena, Luca Giordano, Francesco de Benedictis: sono alcuni tra gli artisti presenti in Santa Maria di Donnaregina. Il Museo diocesano, che sarà inaugurato oggi dal cardinale Sepe, dal presidente Napolitano, dal ministro Rutelli, intende offrire una triplice dimensione di lettura: conterrà i capolavori propri della chiesa di Donnaregina nuova, le opere appartenenti a edifici sacri distrutti o dismessi e gli arredi delle chiese in restauro. La struttura, che si trova di fronte al Palazzo Arcivescovile in largo Donnaregina, ha sede dove un tempo vi era la chiesa di un monastero di monache basiliane di cui si hanno notizie già nell'VIII secolo. Dopo il Concilio di Trento, le monache promossero la costruzione di una chiesa più ampia: nacque così la chiesa di Donnaregina, decorata dai migliori artisti dell'età barocca i cui capolavori sono attualmente conservati nel museo diocesano. L'interno è costituito da un'unica navata con sei cappelle laterali, con gli affreschi realizzati nel 1654 da Francesco de Benedictis raffiguranti la «Gloria della Vergine e dei Santi Francescani». L'altare maggiore fu realizzato sulla base di un disegno che Francesco Solimena donò nel 1700 alla badessa Caterina Pignatelli; mentre sul presbiterio si trovano due enormi tele di Luca Giordano «Le Nozze di Cana» e «Il Discorso della montagna». Entro il 2008, il Museo accoglierà vasi sacri, tessuti, reperti archeologici, di più piccole dimensioni, ma non di minor pregio artistico. «Non un contenitore di cose in disuso chiarisce monsignor Ugo Dovere, Vicario episcopale, per i beni culturali, museo diocesano e università ma un prezioso strumento per far interagire tra loro testimonianze del passato e vissuto ecclesiale odierno, così da coordinare musei, monumenti, arredi, sacre rappresentazioni, devozioni popolari, biblioteche, raccolte e ogni altra consuetudine locale». In occasione dell'inaugurazione, ritornano opere di grande pregio come «L'Immacolata Concezione» del lorenese Charles Mellin del 1646; il «San Francesco che riceve i simboli del sacerdozio», del Solimena e la «Madonna con Bambino» di Massimo Stanzione. ro.bo.
CAMPANIA - Capolavori barocchi nel Museo diocesano
Il Museo diocesano di Santa Maria di Donnaregina, inaugurato oggi, offre una triplice dimensione di lettura con i capolavori della chiesa di Donnaregina nuova, le opere appartenenti a edifici sacri distrutti o dismessi e gli arredi delle chiese in restauro. La struttura, situata di fronte al Palazzo Arcivescovile, ha sede in un tempo dove vi era la chiesa di un monastero di monache basiliane. La chiesa di Donnaregina, decorata dai migliori artisti dell'età barocca, ha un'interno unico con sei cappelle laterali e affreschi realizzati da Francesco de Benedictis nel 1654.
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