Mestre Aveva trasformato la sua abitazione in una specie di museo. Ed è chiaro che quei dodicimila, sì avete letto bene, reperti archeologici che raccontavano gli ultimi 3500 anni della storia dell'umanità non erano il frutto di un casuale ritrovamento durante una scampagnata. Per mettere assieme il grande tesoro scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza di Venezia in una casa nell'hinterland di Verona ci sono voluti non meno di trent'anni. Questa almeno è la stima fatta dagli esperti che si sono letteralmente sciolti di fronte ai preziosi oggetti, alcuni di valore inestimabile. Difficile quantificarne il valore... forse un milione di euro, forse più. A raccoglierli e in parte a restaurarli (e a commerciarli o meno lo stabiliranno le indagini in corso da parte delle Fiamme Gialle) è stato un quarantacinquenne veronese, il cui nome è per ora top secret per tanti buoni immaginabili motivi. Si sa solo che non ha mai svolto un lavoro specifico, almeno ufficiale. Insomma sembra che per 45 anni abbia campato d'aria o forse più presumibilmente di storia. Difficile che da solo sia riuscito a mettere assieme un simile tesoro. Più facile invece che più di qualcuno gli abbia dato una mano ed è proprio in questa direzione che si stanno concentrando le indagini degli inquirenti. La maggior parte degli oggetti sarebbe stata trovata negli anni lungo il greto dell'Adige nella zona di Veronella e Albaredo: armi, boccali, ciotole, pettini in osso, monili, anelli, pendagli, spilloni, attrezzi da lavoro e altri oggetti di uso quotidiano. Tutto ripercorrendo ben 3500 anni di storia. Alcuni reperti risalirebbero addirittura all'età del bronzo, tra il trediceseimo e sedicesimo secolo avanti Cristo. In quella casa c'era davvero di tutto compreso un elemento di un morso di cavallo, una fibula d'arco fogliata, un frammento di cinturone a losanga forse proveniente da una tomba. Poi tra i particolari spicca un frammento di matrice di fusione di una falce e addirittura una scatoletta contenente sterco umano fossilizzato. Numerosi poi i reperti appartenenti al Rinascimento tra cui alcune preziose ceramiche e ciotole. Il materiale sequestrato dalle Fiamme Gialle è stato depositato in uno dei musei veronesi con la speranza che al termine delle indagini i reperti rinvenuti possano trovare una definitiva collocazione. Il quarantacinquenne veronese è stato denuciato a piede libero per aver violato la normativa a tutela del patrimonio archeologico. Reati che prevedono l'arresto fino a un anno e un'ammenda da 310 a 3099 euro per la violzione in materia di ricerche archeologiche e la reclusione fino a tre anni e una multa da 31 a 516 euro per l'impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. Si tratta sicuramente del più importante sequestro effettuato in questo campo dai finanzieri negli ultimi 15 anni nel Veneto a tutela del mercati dei beni artistici e archeologici. Stefano Babato