Signori, non c'è più un euro. Le risorse finanziarie per i beni culturali sono esaurite, il ministero taglia i fondi, i soprintendenti si trasformano in ragionieri per far quadrare i bilanci. Il ministro Giuliano Urbani ha dettato le direttive: «Bisogna operare nei distretti e nei bacini culturali omogenei, rispondendo alle esigenze di economicità». Vincenzo Santoni, soprintendente archeologo di Cagliari e Oristano, sottolinea che «per produrre sviluppo è necessario programmare con tutte le realtà economiche del territorio. I beni culturali e ambientali sono il richiamo per i turisti, ma un museo da solo non basta. Occorre interagire con artigianato, agriturismo, agricoltura e con tutti i settori produttivi. Ciascuno deve fare la sua parte integrandosi l'uno con l'altro». «Così il turista arriva a Villacidro per visitare il nuovo museo, poi però deve trovare sottolinea Paola Murtas, dirigente di Slow-Food per la Sardegna il ristorante che prepara i piatti della vera tradizione locale preparati con i prodotti naturali delle aziende del posto».