Particolato, ozono, gas acidi: sono loro i nemici piu' insidiosi delle opere d'arte custodite all'interno dei nostri musei. Nemici invisibili, ma che lasciano su tele, bassorilievi e sculture tracce evidentissime, erodendo e scolorendo i dipinti, rigonfiando il legno, annerendo marmi e polverizzando le superfici. Un problema che Legambiente ha voluto portare alla luce con un monitoraggio dell'inquinamento atmosferico all'interno delle gallerie d'arte, i cui risultati sono stati raccolti nel dossier "Salvailmuseo", presentato questa mattina ai Musei Capitolini a Roma nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Alberto Piantoni, amministratore delegato di Bialetti Industrie. L'iniziativa, promossa nell'ambito di Salavalarte, la campagna nazionale di Legambiente per la salvaguardia del patrimonio artistico minore del Belapaese, realizzata con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attivita' culturali e il contributo di Bialetti Industrie, ha permesso di misurare le concentrazioni di alcuni tra i principali inquinanti in 15 musei. Tra i piu' esposti agli effetti delle sostanze inquinanti e' risultato il Museo della navigazione fluviale di Battaglia Terme, in provincia di Padova, dove i livelli di ozono, che scolora le tele con lo stesso effetto dell'acqua ossigenata, sono stati di 20 volte superiori ai limiti di legge, anche a causa della vicina presenza di una strada statale ad alta percorrenza. Pesante anche la situazione registrata nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove il livello limite di biossido di azoto (5 ugmc) e' stato superato di quasi 15 volte. Un po' inferiori, ma pur sempre preoccupanti, i risultati, sempre per quanto riguarda il biossido d'azoto, all'Istituto del Risorgimento italiano di Roma (10,60 volte), al Pac di Milano (9,3 volte) e alla Pinacoteca nazionale di Bologna (8,46 volte). Molto alto l'ozono anche al Museo delle Arti Orientali di Roma, che e' di 18,55 volte oltre il limite di 2 ugmc, al Galata di Genova (16,75 volte) e ai Capitolini di Roma (16,18 volte) (le analisi nei Musei Capitolini sono state realizzate grazie alla Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma e a Zetema Progetto Cultura). Tra gli inquinanti monitorati il biossido di zolfo (SO2) e' quello che in generale presenta i livelli piu' bassi di concentrazione, essendo una sostanza prodotta dai combustibili usati per il riscaldamento e che quindi aumenta durante i mesi piu' freddi. Mentre piu' critica appare la situazione del biossido di azoto (NO2) e dell'ozono (O3), che sono risultati oltre i limiti di legge in tutti i musei. "Le opere d'arte custodite nelle nostre gallerie sono esposte tutti giorni al rischio di degrado dovuto all'azione dello smog che soffoca l'aria dei centri urbani - ha spiegato Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente -. Perche' le strutture museali, pensate per proteggere i capolavori del passato dall'usura del tempo, non sempre riescono a sottrarsi alla pressione dell'inquinamento atmosferico, che penetra all'interno alterandone la qualita' degli ambienti. Per questo lanciamo un appello ai responsabili dei musei italiani, a cui rinnoviamo la nostra disponibilita' a collaborare, perche' si impegnino accanto alle associazioni ambientaliste e a quanti lavorano per garantire alle citta' un'aria piu' pulita, in primo luogo per la salute dei cittadini, ma anche per la salvaguardia del nostro inestimabile e insostituibile patrimonio artistico". res-mpdmccss (Segue) (Asca)