CHIEDETECI e vi sarà dato, soprattutto se non ne avete diritto. L'obelisco di Axum lo rivogliono in Etiopia, nonostante sia un dono alla città di Roma. La Venere di Cirene l'ha richiesta Gheddafi, anche se come prestito a tempo indeterminato. Che si tratti di veri o presunti proprietari, Roma è sempre pronta a disfarsi dei suoi tesori. Ma chi restituirà i beni rubati durante te scorrerie degli invasori? Il primo a porsi questa domanda era stato il segretario provinciale di Azione Giovani mercoledì scorso durante la manifestazione di alcuni esponenti di An a piazza di Pana Capena per far restare a Roma l'obelisco di Axum e devolvere in aiuti umanitari all'Etiopia l'equivalente dei due miliardi e 200 milioni di vecchie lire necessari alle operazioni di smontaggio e trasferimento del monumento. «Volete Axum? Ridateci la Gioconda oppure giochiamo al mercante in fiera con i nostri capolavori trafugati nello spazio vuoto che rimarrà» aveva detto in tono provocatorio Luca Malcotti. La stessa domanda adesso se la pongono in molti. Nelle telefonate giunte in redazione il punto è questo: siamo pronti a restituire opere d'arte anche quando sono un regalo a Roma, come nel caso del monumento conosciuto in Etiopia col nomignolo di «ago della regina di Saba» e che è stato donato alla città dalla comunità cristiana di Axum, Di più. Ascoltiamo anche Gheddafi, che ha chiesto la Venere di Cirene a titolo di prete in un magazzino nell'edifìcio adibito a Planetario fino a qualche anno fa, nella piazzetta che lambisce via Parigi. E le nostre opere d'arte in bella vista al Louvre? Tutto regolare, almeno per i francesi, che sotto i capolovorari rubati da Napoleone durante la campagna d'Italia, e solo in parte recuperate, hanno apposto una targhetta che recita: «Acquisite nel 1797». Passando sotto silenzio, il dove e in che modo siano state acquisite. Allora il punto è questo: visto che siamo tanto corretti e civili, e ad ogni richiesta rispondiamo con un «prego si accomodi pure» allora cerchiamo di fare qualco-. sa a favore del nostro paese per far tornare in patria le opere rubate. O, come hanno detto tanti lettori: «siamo capaci solo di spogliarci, di danneggiarci? E poi dove sta scritto che deve essere sempre Roma a dare? Qualcun altro regali ciò che è di sua proprietà e lasci stare il patrimonio di Roma e degli italiani».