L'assessore alla cultura e vicesindaco vuole fare la rivoluzione con larcheologia. La finalità e il mezzo per realizzarla sembrano antitetici. Ma lavvocato socialista Paolo Gianolio li fa andare daccordo così: uno scavo totale di piazza Sordello rappresenterebbe unopportunità eccezionale; limpresa ha un carattere sovranazionale; dunque serve il coinvolgimento governativo. Il 31 ottobre il sindaco Brioni e Gianolio andranno a Roma per incontrare il direttore generale del ministero dei beni culturali. Gli sottoporranno la "follia" archeologica di piazza Sordello. "Follia" straordinaria e con moltissime ragioni (che noi da tempo evidenziamo), se davvero sotto il rettangolone del più bellalveo monumentale di Mantova dorme ancora la "civitas vetus", la città antica multistrato: etrusca, romana, medievale. Il propostito di Gianolio ha origine dalla scoperta della domus romana nellangolo sudest della piazza avvenuta nel dicembre 2006. Raffinati mosaici detà imperiale, molto clamore, tanto interesse. Ma poi, come al solito, entusiasmi, scavi e consolidamenti sono andati a sbattere contro i salvadanai e le burocrazie. Il bel telone di cantiere che sembra proteggere i fori romani, cela ora altri teloni. Comune e archeologi stanno valutando come proseguire perché cè il rischio ben testimoniato che sotto terra non ci sia solo questa domus, ma un isolato, i resti estesi e sovrapposti del reticolo abitativo e viario di "Mantua". Teli bianchi e foglie secche sul cantiere dei mosaici. Non cè più nessuno che scava, e molti invocano una colletta per procedere. Ci mettiamo una pietra sopra? «Assolutamente no. Non ci mettiamo nessuna pietra sopra, perché quella dei mosaici è unopportunità straordinaria. La nostra ferma intenzione di conseguenza è quella di proseguire nel progetto, nei sondaggi e negli scavi. La parola dordine è scoprire tutto». Il Comune fa larcheologo con il nucleo locale della sovrintendenza regionale, tutto da solo. Ce la farà? «A questo proposito, visto che le competenze non sono limitate alla sola amministrazione comunale, ma si estendono alle sovrintendenze e al ministero dei beni culturali, il 31 ottobre avremo un incontro a Roma col direttore generale del dicastero, proprio per trattare la questione dei mosaici, e chiedere il coinvolgimento del governo per procedere». Sovrintendenze, Roma, governo, ministero? Il Comune di Mantova prende sul serio la scoperta... «Sì, perché al mosaico noi crediamo molto, anzi moltissimo. Se cè la possibilità di scoprire veramente la città sotterranea per Mantova sarebbe un ulteriore punto di forza a livello culturale, turistico, economico». Si spieghi. Lei sta affermando quello che tempo fa avevamo caldeggiato: che si dovrebbe scavare lintera piazza Sordello. Un sottosopra clamoroso. Lei lo farebbe? «Io sì. Occorre il coraggio di immaginare una rivoluzione in quello che è uno dei punti più importanti del nostro centro storico. Scavare e studiare tutta piazza Sordello. Trasformare piazza Sordello in uno sterminato scavo archeologico etrusco, romano, medievale». Fulmine a ciel sereno. E pensare che circolava limpressione che il Comune fosse tiepido, che trattasse la scoperta con una cautela estrema. «Non è vero. Non stiamo agendo con cautela. Stiamo seguendo un percorso che ha come obiettivi il recupero delle risorse finanziarie e la fattibilità dellopera generale. 2 necessario il convolgimento nazionale perché la scoperta ha una importanza che va al di là delle dimensioni e delle disponibilità dellente locale». Come lo immagina il cantiere archeologico di piazza Sordello? «Penso a una piazza a due livelli. Immagino di camminare su marciapiedi che consentano di ammirare la città sotterranea. Più che immaginazione è un sogno. Però lobiettivo me la prefiguro così». «Ricorda? Per racimolare denaro per i mosaici sera pensato di tagliare altrove. Ad esempio sulla proliferazione dei festival, pompando entusiasmo sulla persistenza della scoperta archeologica, che ha più durata e ritorni di una rassegna». «Lentusiasmo in municipio cè. E anche la convinzione dellimportanza del progetto cè. Ma proprio perché le potenzialità sono straordinarie il percorso non è semplicissimo. Posso assicurare che lamministrazione verificate le condizioni di fattibilità è intenzionata ad andare in fondo, a portare a compimento il progetto e quindi a ripensare sotto questo profilo anche lulteriore valore archeologico e storico che Mantova avrà». Lei crede che la città e i cittadini approveranno, cioè sosterranno limpresa? «Lauspicio è che al termine di questo percorso la città sia coinvolta e creda nel progetto. E che quindi lente locale non sia lasciato solo, soprattutto a livello economico e pure nella convinzione che quella della città sotterranea è una risorsa straordinaria sotto tutti i profili. La scoperta, valorizzata e portata a termine, da sola sarà in grado di giustificare un interesse sovranazionale per Mantova». La sua provocazione è grande. Che cosa teme di più? «Ripeto che limpresa è possibile. Quelli che temo di più sono gli intoppi burocratici. Proprio per evitare sorprese e agire in modo scoordinato abbiamo deciso di muoverci immediatamente, investendo della questione il ministero». Qual è il suo pensiero sulla giusta alchimia fra manifestazioni effimere e patrimonio? «Credo che i disagi che provocherebbe la presenza di un simile cantiere potranno essere pienamente giustificati. La mia idea è orientata non solo alle manifestazioni, agli spettacoli, ma anche al recupero strutturale del nostro patrimonio e alla valorizzazione dei mosaici che non avevamo in preventivo. Mantova dovrà confermarsi meta permantente per il tursimo. Lobiettivo richiederà risorse straordinarie». Associazioni di volontariato culturale ripetono lo slogan "meno festival, più recupero del patrimonio". E daccordo? «Le due situazioni possono convivere. I mantovani sono abituati a godere di una serie di eventi che devono essere mantenuti. Non vanno eliminate le iniziative che già sosteniamo, e non vanno spostate le risorse. Bisogna affiancare lo sforzo per il recupero della città romana. Cè attenzione al recupero strutturale, come per il Palazzo del Podestà. Il mio assessorato farà la sua parte con quello ai lavori pubblici». Il mosaico e piazza Sordello scavata segneranno il mandato dellamministrazione di cui lei è il vice? «Mantova sede permanente di attrazione per il turista è la vera scommessa per il futuro. La fortuna del ritrovamento della domus romana costituisce una opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire».