VENEZIA Un intervento sulla Piazza che sia un grande evento culturale. Ma anche un «palcoscenico» capace di attrarre mecenati oltre che sponsor. È un piano da oltre 25 milioni di euro quello a cui il Comune sta lavorando per dare un nuovo volto a Piazza San Marco. Dopo i crolli delle ultime settimane (all'Ala Napoleonica del Correr e a Palazzo Ducale) la parola d'ordine è voltare pagina. O meglio, ripensare quella attuale: «La Piazza deve ritornare alla città», spiega Giandomenico Romanelli, direttore dei Musei Civici. E lo farà con un grande progetto, che comprende Procuratie Vecchie e Nuove, Ala Napoleonica del museo Correr, Palazzo Ducale. A cui si aggiungono quelli già in corso (la libreria di San Marco) o altri imminenti (la Zecca), quelli imminenti (all'interno di Palazzo Ducale), il recupero del negozio Olivetti (dal 2009). I MUSEI Ma il Comune vuole voltare pagina anche nel settore museale. Le vicende di questi mesi lo dimostrano. Il lungo braccio di ferro per traghettare le sedi museali dal contenitore comunale alla fondazione dei musei permetterà (così sostiene Romanelli) di aggiornare il piano dei musei (che prevedeva lavori per 150 miliardi di lire) e andare a caccia di mutui e prestiti per 60 milioni di euro. «Perché spiega Romanelli i musei devono diventare laboratori di sperimentazione. Il museo come posto dove si paga il biglietto e si guardano le collezioni deve essere solo il punto di partenza. Il modello è l'esperienza del Fortuny: i musei devono diventare luoghi ospitali. Penso al caso Magazzini del Sale: mi piacerebbe che Ca' Pesaro diventasse la casa dove si vive la sperimentazione». CORRER E PROCURATIE Un intervento «sistematico» su Piazza San Marco non c'è mai stato. Qualche anno fa ci fu un «carro ponte», 20-25 anni fa furono messe le griglie provvisorie per proteggere le Procuratie Nuove e sono ancora là. Ma per quello che rappresenta la Piazza per Venezia l'ora degli interventi sembra arrivata. Cominceranno con ogni probabilità le Generali con l'intervento alle Procuratie Vecchie. Un intervento da oltre 5 milioni di euro per il quale la compagnia triestina ha già stanziato tutti i fondi. I lavori erano bloccati da beghe di condominio, ora risolti. L'obiettivo del Comune è riuscire a fare un intervento sulle Procuratie Nuove quasi in contemporanea. Per quello sì sta vagliando un interlocutore internazionale. L'ipotesi preferita è quella del mecenatismo: «Per non «"invadere" troppo la Piazza spiega Romanelli non avere tròppe presenze pubblicitarie. Ma è chiaro che si sta percorrendo anche la strada della sponsorizzazione»: Altro fronte l'Ala Napoleonica: Qui l'intervento è di 4 milioni e l'interlocutore dovrebbe essere un gruppo di mecenati italiani. L'idea però sarebbe anche quella di trasformare i lavori in un evento: Non con un concerto, ma con una performance, coinvolgendo più artisti. L'altro punto fondamentale è che i lavori non «chiuderebbero» la Piazza in nessun momento dell'iter. A seconda dell'intervento cambierebbero i tempi: concentrando gli interventi in due grandi tranche, la Piazza potrebbe avere un nuovo volto in due anni e mezzo, viceversa ce ne vorrebbero 4-5. PALAZZO DUCALE «Il crollo è stato gravissimo ma imprevedibile - spiega Romanelli - ma i tecnici ci stanno profilando l'ipotesi che parte della responsabilità sia dei lavori eseguiti nel molo. «La situazione nella facciata sul rio della Canonica, rinascimentale, va assolutamente presa per mano spiega Romanelli, che nella prossima fondazione dovrebbe prendere il ruolo di direttore, lasciando il suo ruolo di direttore centrale del settore Beni e Attività culturali del Comune è una facciata lavoratissima. Siamo di fronte a corrosione, decoesione, infiltrazioni, dilavamenti continui. Dovremo trovare risorse per 10-12 milioni di euro. Poi ci sarà un'appendice sicuramente "interessante" per chiunque voglia investire in Venezia: il Ponte dei Sospiri. Anche lì serve un intervento di restauro».