Lassù, sul pendio che si è fatto colosso di cemento, sopra le case e la strada, accanto alla chiesa dai mattoncini rossi, l'autosilo di Blevio troneggia come un monito. Ogni volta che, con inelegante espressione e abusata, si comincia ad accennare alla «fame di parcheggi », l'immaginazione ormai va, quasi a scongiuro, all'edificio imponente e antiestetico, costruito con il beneplacito della Soprintendenza. Carenza di posti auto: il disagio pare ben diffuso nei paesi del lago. La facilità e frequenza con cui lo si porta a giustificazione e attenuante, specie quando il risultato è un mostro possente e grigio, è solo una delle dimostrazioni; l'altra è il numero dei progetti, realizzati e a venire. Almeno quattro quelli in programma nell'immediato, su entrambe le sponde del ramo comasco del lago. A Carate Urio, ad esempio, gli autosili sono già tre: eppure pochi. Un quarto è in arrivo, accanto al pontile di Urio: i lavori di sbancamento della roccia, annunciati per lo scorso settembre, dovrebbero invece partire lunedì. «Avrà un impatto minimo - garantisce il sindaco Daniele Maggi -: seguirà le balze e sarà dotato di ascensori interni ». Bisogna credergli sulla parola e le intenzioni: un disegno della struttura ancora non c'è. Difficile fidarsi, visto quanto opinabili sono i pareri. Vedi Blevio, appunto, additato a emblema del brutto dallo stesso sindaco: così fatto, con quella «linea architettonica migliore del progetto precedente», è stato autorizzato il soprintendente stesso, che a settembre dell'anno passato ha dato il via libera a un'altra, discutibile opera. Nel 2004, a Brienno, un concorso d'idee premiava «Filigrana tra Breva e Tivano», progetto di un'autorimessa comunale selezionato fra 45 concorrenti. «Esaminati gli elaborati presentati e in seguito ai sopralluoghi effettuati dal funzionario di zona - scrivono Alberto Artioli e Barbara Mazzali - questa Soprintendenza esprime parere di massima favorevole». Con qualche richiesta di variazione, in verità, per mitigare il «forte impatto ambientale » che i medesimi architetti tuttavia ammettono: «scelta di materiali differenti », viene suggerito, «eventualmente un colore alle partiture». Ma l'impalcatura dell'edificio, premiato per «un'architettura fine e articolata», dalla volumetria che, riconoscono i giurati, «s'inserisce nell'insieme del paesaggio senza mascherare la sua presenza», rimane identica: tre piani fuori terra più uno interrato, all'ingresso del paese di cui costituirebbe la porta d'accesso. L'intento è anche lodevole: togliere le auto dal borgo. Il risultato, controverso. La realizzazione, complicata: l'intervento, oltre un milione e mezzo di euro inseriti nella pianificazione triennale, è stato per il momento accantonato, causa problemi di copertura finanziaria. C'è poi l'autosilo di Nesso, che va a occupare un'area verde per creare posti auto di pertinenza agli appartamenti dell'ex filanda: tre piani su cui ora indaga la Procura, che ha inviato in paese un geologo per valutare possibili criticità. Al magistrato l'ardua sentenza, sollecitata dai sospetti di chi ha sporto denuncia: che in quella zona, scoscesa e classificata come A2 dal piano regolatore, non si dovesse mai inaugurare quel cantiere dove oggi si lavora. Bellagio, infine: l'autosilo sarà di sei piani interrati. Il primo progetto, strutturato su tre gradoni parzialmente in superficie, era stato bocciato dalla Soprintendenza; l'attuale aspira a rispettare la conformazione del terreno e, per la parte che emerge in superficie, sarà rivestito in blocchi di pietra di Moltrasio. Ma, durante i prossimi due anni, la porzione di parco pubblico sotto cui sarà ricavato resterà inaccessibile.
LOMBARDIA. Blevio. Le ruspe sbancano il verde: ecco quattro nuovi autosili
L'autosilo di Blevio è un edificio di parcheggio costruito sul pendio della città, vicino alla chiesa e alla strada. È stato costruito con il beneplacito della Soprintendenza e ha un impatto negativo sull'aspetto estetico della città. A Carate Urio, un altro autosilo è in costruzione, ma il sindaco afferma che avrà un impatto minimo e sarà dotato di ascensori. Tuttavia, il progetto è ancora in discussione e la Soprintendenza ha espresso parere di massima favorevole, ma con richieste di variazione per mitigare l'impatto ambientale.
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