È possibile costruire un complesso immobiliare di gran lusso comprendente 8 unità abitative oltre a 17 autorimesse, per un totale di 2898 metri cubi, su una superficie complessiva di 1939,37 metri quadrati disposti in forte pendenza? All'interrogativo formulato in questi giorni da molti cernobbiesi, con riferimento al cantiere in località Polirolo all'incrocio tra via Libertà e via Noseda, delimitato da una parte dal torrente Garòvo e dall'altra dalla via Monte Grappa, le carte e i disegni depositati in municipio, consultati a lungo da alcuni consiglieri comunali, rispondono in senso affermativo. Quello che si andrà a costruire è assolutamente regolare. Il piano regolatore, approvato tra roventi polemiche alla fine degli anni '90, ai tempi dell'amministrazione presieduta da Giulio Isola, con assessore all'urbanistica l'architetto Aldo Sala, con il voto contrario dell'allora vice sindaco Irene Fossati, che addirittura aveva lasciato la giunta, per quell'area attigua all'ex Crotto Polirolo, ritrovo frequentato dalle passate generazioni di cernobbiesi, aveva previsto un'elevata edificabilità con un rapporto di 1,5 metri cubi per metro quadrato. L'area è rimasta abbandonata per diversi anni, poi nella primavera 2006 l'allora proprietario Francesco Cassina, con benestare paesaggistico, ha depositato in municipio la richiesta di concessione edilizia con progetto firmato da Mario Margheritis, noto architetto comasco, allievo di Marco Zanuso, autore di studi per il recupero di molte dimore storiche sul lago, più conosciuto per avere ideato residenze per vip in tutto il mondo da Las Vegas a Mosca, dal Sudafrica alla Francia per non parlare della Corsica, dell'isola di Cavallo e della Sardegna. Il progetto ha subìto una lunga istruttoria e il sindaco Simona Saladini conferma di «essersi impegnata per ottenere una cubatura inferiore a quanto autorizzato dallo strumento urbanistico vigente nella misura di 2366,13 metri cubi rispetto ai 2900 consentiti». All'inizio dell'estate in fregio alla via Noseda, in coincidenza con i primi lavori di sboscamento, è comparsa la tabella con gli estremi della concessione edilizia per un complesso disposto su quattro livelli. Alcuni residenti, a questo punto, hanno sottoscritto una lettera consegnata al sindaco, contenente le preoccupazioni per il previsto scavo e per quanto sarebbe stato costruito. Il riscontro da parte del primo cittadino è stato immediato e sono seguiti degli incontri. Poi in luglio, secondo la ricostruzione degli eventi fatta dal consigliere comunale Domenico Zumbé a seguito di ripetuti contatti con l'ufficio tecnico, c'è stata una svolta con conferma del passaggio di mano di terreno, progetto e licenza, acquistati dalla Villa Eros s.r.l. con sede a Como in via Rusconi 27, società rappresentata dall'amministratore Natale Gilio, con consigliere Mario Margheritis. Il seguito è rappresentato dal fatto che Margheritis, pur mantenendo le originarie linee architettoniche e lo stesso numero di unità abitative, ha previsto una diversa disposizione delle autorimesse con accesso da via Libertà e ha ripresentato un progetto per complessivi 2898 metri cubi, quello che sta per essere realizzato, come risulta dal nuovo avviso collocato in corrispondenza del cantiere. Lo stesso Margheritis risulta progettista e direttore dei lavori per conto della villa Eros s.r.l. con impresa costruttrice Nessi e Maiocchi e conclusione prevista dei lavori aprile 2009. Alle osservazioni contenute in una lettera pubblicata da «La Provincia», firmata da un gruppo di cittadini, il noto professionista assicura che «sul colle di Casnedo non sarà compiuto alcuno scempio, anzi l'inserimento dell'edificio, in linea con le altezze esistenti, contribuirà a dare una connotazione al luogo». «Sono molto legato a Cernobbio dove sul colle di Piazza Santo Stefano ho realizzato residenze molto apprezzate - dice Mario Margheritis - e non mi permetterei mai di offendere luoghi che ritengo bellissimi. Con questo progetto intendo dimostrare come sia possibile realizzare qualcosa di gradevole su un'area pur limitata per estensione che, al momento, non presenta attrattive. L'impegno progettuale è stato intenso e ad opera finita ci si potrà rendere conto del pregio di quanto è stato ideato».