Sarà lunga 9 chilometri, larga otto metri e mezzo comprese le banchine laterali e costerà 180 milioni di euro L'assessore Cinquesanti: «Non ci saranno né svincoli, né passi carrai, su entrambi i lati sarà impossibile edificare» LENNO La variante della Tremezzina, da Colonno a Griante, è stata tracciata. Sarà lunga 9 chilometri in un unico lotto da 180 milioni di euro con due corsie da metri 3,50 ciascuna più metri 1,25 per le banchine laterali, correrà parte in galleria e parte a cielo aperto a una quota al di sopra dei centri abitati dei paesi attraversati con tratti il più possibile rettilinei e assenza di curve pericolose. Attorno a essa, con la supervisione dell'assessore provinciale ai lavori pubblici Pietro Cinquesanti, stanno lavorando sette tecnici della provincia coordinati dall'ingegnere Bruno Tarantola e dall'architetto Giuseppe Cosenza. «Stiamo bruciando i tempi e si è lavorato per tutto agosto dice Cinquesanti con anticipo rispetto ai contenuti dell'accordo di programma firmato lo scorso 30 luglio con il ministro Antonio Di Pietro. Prima del 30 settembre abbiamo illustrato in anteprima lo studio di fattibilità ai sindaci. Successivamente si è svolto un vertice in regione dal quale abbiamo ricevuto incoraggianti consensi e domani il piano con disegni, relazioni e allegati sarà sottoposto all'approvazione della giunta provinciale. A questo punto scatteranno i termini per la messa a punto del progetto preliminare, passaggio obbligato per la concreta realizzazione dell'opera. Ci vorranno circa 9 mesi nel corso dei quali andremo a acquisire il rilievo aereofotogrammetrico, un'operazione che potrà essere eseguita nel momento in cui saranno cadute le foglie e si potranno distinguere tutte le caratteristiche del territorio ». A fronte di un preciso programma per la messa a punto del progetto, alla stesura del quale finanziariamente concorrono provincia, camera di commercio, comunità montana e comuni, necessita un'azione parallela per l'acquisizione dei fondi, un processo che dovrebbe vedere impegnati parlamentari e pubblici amministratori a tutti i livelli, senza riguardo ai partiti di appartenenza. Potrebbe pure innescarsi il piano del presidente della provincia Leonardo Carioni rivolto a ottenere dall'Anas una significativa dote finanziaria e trasferire la Regina al demanio provinciale con la consapevolezza che i tecnici comaschi sono bene all'altezza di realizzare opere significative quali la variante della Tremezzina. L'assessore Cinquesanti, intanto, spiega le ragioni che hanno indotto i tecnici a rinunciare alla ripartizione dell'opera in due lotti con uno svincolo originariamente previsto in Val Perlana, tra Ossuccio e Lenno, ipotesi poi abbandonata. «Una soluzione del genere dice l'assessore avrebbe comportato notevoli costi per la costruzione di rampe in un'area molto ristretta e per di più condizionata dalla presenza da una parte della fabbrica ABB in fase di ampliamento e dall'altra del viale delle cappelle del Sacro Monte di Ossuccio, riconosciuto dall'Unesco patrimonio dell'umanità. Si sarebbero aggiunti altri problemi per le caratteristiche morfologiche della valle e per l'attraversamento dell'abitato di Lenno a una quota bassa con seri problemi di sicurezza per gli scavi e con il rischio di compromettere le sorgenti dell'Acquafredda. La soluzione individuata è la migliore anche dal lato paesaggistico in quanto la strada per i tratti a cielo aperto passerà alta, senza intralciare lo sviluppo dei paesi, con scarsissime conseguenze per l'impatto ambientale e con l'offerta a chi la percorrerà di meravigliose vedute del lago. Nell'arco dei nove chilometri non ci saranno né svincoli, né passi carrai, su entrambi i lati sarà impossibile edificare e gli attraversamenti avverranno esclusivamente tramite sottopassaggi. Se qualcuno crede di poter speculare sulle aree attraversate si sbaglia di grosso, i terreni a monte e a valle mai potranno diventare edificabili. Sarà la vera fantastica "grand corniche" del Lago di Como».