Il presidente Andrea Pacini risponde all'accusa di eccessivo silenzio -------------------------------------------------------------------------------- L'accusa di essere rimasti per troppo tempo in silenzio rispetto alla maxi lottizzazione della Val di Luce, di cui proprio in questi mesi emergono i risultati più vistosi e discutibili sotto il profilo dell'impatto ambientale, li ha feriti nell'orgoglio. E hanno reagito. «Esistono dei documenti - afferma Andrea Pacini, presidente provinciale dei Verdi - che testimoniano quanto, insieme a Wwf e Legambiente, siamo impegnati da anni su determinate questioni, come ad esempio la Val di Luce. Non solo siamo intervenuti più volte, ma abbiamo portato avanti delle battaglie presso gli organi competenti. Proprio un anno fa, abbiamo organizzato la visita allo scempio della Val di Luce dei nostri consiglieri regionali Lupi e Roggiolani. Inoltre, l'inserimento della Val di Luce nel "libro nero" degli ecomostri toscani dimostra l'interessamento ed il tentativo, sempre piuttosto oscurato dalla grande e piccola informazione, di rendere nota alla pubblica opinione la nostra azione sul territorio». Pacini si riferisce al dossier "Ecomostri e scempi urbanistici in Toscana: viaggio nella Toscana infelix, paradiso insidiato dal cemento", che il gruppo consiliare dei Verdi in Regione elaborò nell'autunno dell'anno scorso. In effetti, nel capitoletto dedicato alla provincia di Pistoia, quattro righe sono riservate agli insediamenti della Val di Luce. «Si prevede - si legge - una colata di cemento per 50mila metri cubi per costruire hotel con piscina, negozi, residence e seconde case. Una sorta di "Abetone 2", un villaggio pensato per gli sciatori e i turisti, ma destinato ad essere strapieno solo per poche settimane all'anno e quasi deserto per mesi». Pacini evidenzia inoltre che già nel 2005 i Verdi pistoiesi avevano sottoscritto la presa di posizione del Wwf con cui si avanzava il rischio di una grave alterazione dell'equilibrio ambientale. «La realizzazione dell'intervento - si affermava all'epoca in una lettera indirizzata agli enti competenti - è iniziata con la rimozione del bosco in località "Pian di Sprella", al quale hanno fatto seguito mastodontiche opere di sbancamento e modellazione delle superfici su cui sorgeranno condomini, alberghi e parcheggi. Oltre allo scempio paesaggistico, è prevedibile che opere così ingenti possano pregiudicare il delicato assetto idrogeologico di questa stretta vallata che risulta assai ricca di acqua. Sono molte infatti le sorgenti captate e le condutture che trasportano acqua agli abitati e agli impianti di innevamento artificiale. A fronte di un così pesante intervento di trasformazione del territorio, non sembra essere stata compiuta alcuna valutazione d'incidenza, così come previsto ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 4392 Cee, nonché dalla normativa nazionale e regionale. Si invita pertanto a verificare la conformità delle opere segnalate e delle procedure adottate con la normativa comunitaria». Sono passati due anni. Nel frattempo, i lavori sono andati avanti a ritmo serrato ed entro il prossimo Natale saranno consegnati i primi 87 appartamenti. «A questo punto - ammette con amarezza Andrea Pacini - parlare della Val di Luce può servire solo per incrementare i livelli d'informazione e sensibilizzazione. Da tempo, purtroppo, è già tutto deciso e approvato. Non si può andare oltre».