Un museo virtuale all'interno della Porta a Mare. Un museo per valorizzare il patrimonio euromediterraneo. Portoferraio diventerà la sede operativa di una struttura che ha la sua base legale a Bruxelles. A fine settimana verrà firmato il protocollo d'intesa tra il comune di Portoferraio e l'associazione internazionale "Museo senza frontiere". All'incontro oltre al sindaco, Roberto Peria, la vice presidente della Provincia, Monica Giuntini, l'assessore alla cultura del comune di Portoferraio Marino Garfagnoli e la direttrice di Museo senza frontiere, Eva Schubert. Sarà, presente all'evento anche Carla Bernardini, dei musei civici di arte antica di Bologna. Con questo accordo si avrà sull'Elba una organizzazione che è in grado di coinvolgere e parlare di più nazioni, seguendo il filo conduttore delle mostre d'arte. Museo senza frontiere ha, infatti, lo scopo di rendere le opere d'arte sempre disponibili al pubblico, tutti i giorni, per tutto il giorno, senza mai spostarsi. Infatti l'associazione, che manterrà la sua sede amministrativa a Bruxelles, si preoccupa di rendere disponibili le opere d'arte in uno spazio virtuale presentando circa 2.250 monumenti e siti archeologici, accessibili a chiunque abbia internet, seguendo l'idea di fondo che è quella dell'organizzazione delle mostre senza spostare le opere d'arte, tutto grazie alle nuove tecnologie. In questo modo l'associazione mette a disposizione un vasto catalogo di opere, di commenti e di visite virtuali a tema. Infatti navigando sul sito internet è possibile visitare le 14 nazioni presenti seguendo, ad esempio, la rotta dell'arte islamica nel Mediterraneo. Così si potranno ammirare oggetti custoditi al British Museum oppure nella chiesa di San Giovanni degli Eremiti a Palermo, passando così dall'Inghilterra all'Italia senza la necessità di muoversi e grazie al solo click del mouse. La volontà di offrire un servizio che sia il più possibile internazionale e che oltrepassi le frontiere la si nota guardando le traduzioni presenti; infatti il sito internet viene tradotto in otto lingue, arabo compreso. Una iniziativa di largo respiro dunque e che, tra gli enti promotori, annovera anche la Comunità Europea, insieme ad altri istituti di cultura. Tra gli scopi di Museo senza frontiere c'è quello di «promuovere l'integrazione culturale come mezzo fondamentale della cooperazione politica fra paesi e culture diversi», con 19 paesi tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Prerogativa dell'associazione è che la storia, l'arte e la cultura siano rappresentate seguendo la prospettiva del posto che si sceglie di visitare, questo per facilitare il dialogo fra le popolazioni centrato sullo scambio di punti di vista differenti.