I soldi ci sono. Nel salone dei Cinquecento parte la ricerca dei resti. Fra mistero e tecnologia -------------------------------------------------------------------------------- La caccia al capolavoro della "Battaglia di Anghiari" di Leonardo è partita. E il via ufficiale è stato dato ieri mattina dal ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli che ha presentato il progetto nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, proprio sotto allaffresco di Vasari che coprirebbe i resti del dipinto del genio di Vinci. Un anno di tempo, anzi meno, per scoprire «se Vasari invece di distruggere, salvò» ha osservato il ministro, sottolineando la metodologia scientifica non invasiva con cui sarà condotta la ricerca e la certezza dei tempi per svelare lenigma. «E di sicuro qualcosa sotto cè - ha proseguito il sindaco Leonardo Domenici - Ora grazie alla collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti faremo luce su cosa cè». Gli studi sono diretti dal Comitato scientifico di cui è presidente il soprintendente Cristina Acidini, coinvolgono lOpificio delle pietre dure, lingegnere Maurizio Seracini che studia il capolavoro da quasi 30 anni, oltre al Dipartimento di ingegneria elettronica dellUniversità di Firenze e lUniversità di San Diego in California. Ma saranno gli scienziati americani a mettere a punto la sofisticata strumentazione nucleare che darà la caccia a quanto resta della Battaglia, su una superficie ridotta rispetto a quella di Vasari, pari a 35 metri quadrati. «I documenti ci dicono quali materiali e pigmenti usò Leonardo, abbiamo le sue note di spesa - spiega Seracini - Ad esempio sappiamo che utilizzò il bianco di piombo, il mercurio aggiunto al rosso vermiglione, la biacca con lo stagno. La strumentazione di San Diego attraverso un fascio di neutroni leggerà queste impronte digitali e rileverà gli elementi, ben diversi da quelli usati da Vasari». Tra qualche settimana intanto sulla parete interessata (di fronte allingresso nel Salone dei Cinquecento) verranno effettuati i test di florescenza e diffrazione per capire quali elementi chimici usò Vasari. Quindi Cristina Danti dellOpificio delle Pietre Dure, preparerà i fac simile dei pigmenti che serviranno a tarare «la macchina ad attivazione neutronica». Strumento che arriverà a Firenze a maggio del prossimo anno, pronto a svelare il mistero nel giro di due-tre mesi. Già a luglio 2008 sapremo cosa cè sotto, anche se il progetto si concluderà a ottobre. Sponsor delloperazione, ha precisato lassessore alla cultura Giovanni Gozzini, «luniversità di San Diego che finanzierà la strumentazione con 1 milione di euro, Friends of Florence sosterrà gli studi archivistici e chimici con circa 100 mila euro, la Fondazione Giunti e lo sponsor storico Kalpa group di Loel Guinness si divideranno i restanti 450 mila. Per un totale di oltre 1 milione di euro». «Siamo a una svolta, il mistero ha i giorni contati» ha poi dichiarato Matteo Renzi presidente della Provincia, annunciando di volere utilizzare la stessa strumentazione sulle pareti di Palazzo Medici Riccardi.