Il Comune: un'iniziativa da promuovere. Ma il Comitato: subito più controlli contro lo spaccio Le aziende: fondi per il restauro. I residenti: esasperati dai writer Uno sfogo. Anastasia ti odio. Un post-it. La Fra e Lore sono stati qui. E pure un commento svogliato. Kpalle. L'unico, peraltro, condiviso da un intero quartiere: «Davvero, non se ne può più». I residenti del Ticinese non vogliono più vedere graffiti ogni volta diversi e più grandi sulle Colonne di San Lorenzo. L'ultimo l'invettiva contro Anastasia è spuntato sabato mattina. Solita inciviltà. Ma di diverso, stavolta, c'è la reazione. Il comitato di zona La Cittadella ha contattato un'azienda privata veneziana. Proposta: «Sponsorizzate la pulizia delle Colonne». Risposta: veniamo subito a Milano. Detto, fatto. Quattro dirigenti hanno visitato San Lorenzo, osservato gli sfregi e rassicurato: «Siamo disponibili». D'altronde, la pubblicità monumentale è uno strumento già utilizzato in altre città d'arte (Firenze e Venezia, per dire). E a Milano il sistema funziona già per aiuole e giardini. Osservazione del Comitato di quartiere: «Perché non provarci con i monumenti?». Decoro a costo zero, ecco il progetto. La società, il cittadino o la fabbrichetta finanzia la pulizia del marmo d'epoca romana, gli archeologi della Soprintendenza eseguono i restauri e in cambio il Comune mette una targhetta vicino al complesso monumentale: «La tutela delle Colonne è curata da...». In questo modo, spiegano dal Comitato di quartiere, «la pulizia sarebbe immediata». Obiettivo: scoraggiare writer e vandali dall'imbrat-tare i marmi. Scrivi Bucci ti amo, come qualcuno ha fatto? Il giorno dopo non lo vedi più, vediamo se ti passa la voglia. Il fondo privato darebbe ossigeno alla Soprintendenza. Ogni anno, l'Archeologica spende oltre ottomila euro solo per restaurare le Colonne. Pagasse lo sponsor? «Valuteremmo l'ipotesi». E apre al progetto anche l'assessore al Decoro urbano, Maurizio Cadeo: «II principio che il privato contribuisca alla pulizia della città è condivisibile. Valuterò la proposta». Tre gruppetti di spacciatori in via Vet-re, l'altra notte. Fumo, marijuana, «chicche» da sciogliere nei cocktail. E poi: bottiglie di vetro ovùnque, nonostante il divieto. L'ultimo fine settimana è passato così. Il 31 ottobre scade l'ordinanza antidegrado firmata da Letizia Moratti. Il Comune ha già promesso che, a novembre, porterà il cinema all'aperto alle Colonne. Ma sia il parroco di San Lorenzo, Augusto Casolo, sia i residenti premono perché sia riproposto il pacchetto sicurezza estivo: più controlli, niente vetro. Non solo: invece delle transenne mobili, gli abitanti hanno chiesto al Comune una protezione permanente per Colonne e Basilica. Parigine e catenella attorno alle prime, cancelletti bassi davanti al sagrato. C'è un sì di massima. Manca la delibera.