In Gran Guardia Comune e Ordine degli architetti fanno il punto sul piano di sviluppo più importante. Pausa di riflessione per il Polo finanziario Giacino: «Variante Gabrielli da modificare per comprendere anche Golosine e Santa Lucia». Tosi: «Faremo scelte più condivise» Punta di diamante della strategia di sviluppo urbano per la passata amministrazione, l'area di Verona sud rimane, anche per la giunta del sindaco Tosi, il nodo principale della futura pianificazione urbanistica della città. Architetti e amministratori hanno messo sul tavolo progetti e obiettivi in un primo confronto diretto che apre le porte alla concertazione tra politici e addetti ai lavori. «Sulla riqualificazione della Zai sono stati redatti molti progetti, tutti accomunati dal fatto di non aver mai visto la luce», ha detto l'assessore all'Urbanistica Vito Giacino nell'aprire il convegno organizzato dall'assessorato all'Urbanistica del Comune e dall'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, «Punto a capo per Verona sud-piani, progetti e riflessioni per la città post industriale», che ieri mattina ha raccolto al palazzo della Gran Guardia amministratori e numerosi professionisti del settore. «Ora», ha precisato Giacino, «è arrivato il momento di agire in tempi veloci. La volontà è quella di portare avanti il progetto della Variante Gabrielli modificandolo in alcuni punti che necessitano di essere rivisti». Per l'assessore all'Urbanistica, la variante 282 al vecchio piano regolatore del 1957 manca soprattutto di uno sguardo allargato verso ovest che comprenda la riqualificazione dei quartieri di Santa Lucia e Golosine con la progettazione di edilizia residenziale di qualità e di ampie aree verdi. Il progetto urbano firmato da Bruno Gabrielli, e adottato nel gennaio del 2007, non è dunque tutto da buttare, soprattutto nelle sue parti che lo stesso Giacino ha definito funzionali come il parcheggio scambiatore della Genovesa, la trasformazione dello scalo merci ferroviario e in parte il disegno del Cardo Massimo - l'asse viale del Lavoro-viale delle Nazioni - che dovrebbe diventare il nuovo e imponente viale di accesso alla città storica. In merito al carico urbanistico del Polo Finanziario, ricavato all'interno del Prusst, è emersa invece la necessità di ulteriori bilanciamenti. «Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dell'Ente Fiera che necessita di maggiori parcheggi per gli espositori», ha precisato ancora l'assessore all'urbanistica, «tra i soggetti finanziari e quelli privati». Semplificazione della macchina burocratica amministrativa e il funzionamento della commissione edilizia, con tempi e regole certe, sono state invece le garanzie offerte dal sindaco Flavio Tosi che ha ribadito come «le scelte urbanistiche e di pianificazione dell'amministrazione non saranno calate dall'alto, ma saranno invece il risultato di un lavoro di confronto con le proposte dei protagonisti della materia e di una condivisione con le categorie economiche». È concorde su questa analisi il presidente dell'Ordine degli Architetti Arnaldo Toffali. «È importantissimo un costante confronto tra gli obiettivi e le strategie di pianificazione urbana dell'amministrazione con le riflessioni degli addetti ai lavori, cercando di coinvolgere larga parte della società civile, interessata ai futuri cambiamenti della città». Architetti e amministratori si sono dunque trovati d'accordo nell'affermare la necessità di approvare al più presto un progetto unitario che preveda la riconversione integrale di quel milione e mezzo di metri quadrati di superficie che compongono la zona agricola industriale. «Questa occasione», ha confermato Filippo Bricolo, editor di Architettiverona, «rappresenta per la città scaligera non solo la possibilità di realizzare opere memorabili che le diano grande visibilità, ma anche la possibilità di imprimere una svolta epocale sulla stantia e logora politica urbana, e di conseguenza migliorare la vivibilità della città da sempre uno dei talloni d'Achille del modello veneto».