A disposizione altri 600mila euro per completare il restauro -------------------------------------------------------------------------------- CAMAIORE. Stanno per terminare i lavori del secondo lotto al palazzo Tori Massoni per la sistemazione dei locali del museo archeologico e riguardano anche il piano seminterrato. Intanto l'amministrazione comunale ha già stanziato 600 mila euro per i lavori conclusivi che prevedono, con il beneplacito della Soprintendenza, la copertura a vetri della corte ed il sui successivo restauro e la messa in sicurezza strutturale delle terrazze e della balaustra in pietra. C'è da dire che una volta che il civico museo archeologico di Palazzo Tori, sarà completamente restaurato con il terzo lotto, sarà battezzato "Un museo da toccare" e la novità e che sarà usufruibile anche ai non vedenti in quanto, oltre ai numerosi sussidi tattili, potranno disporre di schede in Braille con la descrizione dei testi di approfondimento degli argomenti trattati in ogni sala e figure a rilievo per l'esplorazione tattile. Sono infatti stati progettati lungo l'intero percorso espositivo specifici strumenti conoscitivi tattili con costruzioni e calchi e multimediali per una migliore comprensione e fruizione. Sono poi previste postazioni multimediali con diverse opzioni di approfondimento sulle varie tematiche e testi a fumetti per i più piccoli. «La possibilità di avere a disposizione una molteplicità di strumenti cognitivi - ha detto la direttrice del civico museo Stefania Campetti - potrà soddisfare anche i ragazzi e il pubblico in generale, poiché si ritiene sia importante offrire la possibilità di "toccare con mano" riproduzioni di reperti, materie prime e quant'altro, permettendo di assimilare compiutamente e quindi ricordare l'esperienza cognitiva». Palazzo Tori Massoni è destinato a divenire il palazzo della cultura. Infatti appena che i locali dell'ex Vegè in via XX Settembre saranno ultimati, qui vi saranno trasferiti gli uffici demografici per far spazio, al secondo piano, alla biblioteca comunale attualmente non più unzionale per i bisogni dell'utenza. C'è da dire che i massicci interventi riguardano il più importante edificio storico del centro storico che risale al XIII secolo. Nel XVI secolo fu acquistato dalla famiglia Orsucci che ne fu proprietaria fino al XVII secolo ed è in questo periodo che probabilmente il palazzo assunse le caratteristiche architettoniche in parte ancora visibili. Dopo il XVII secolo fu venduto alla famiglia Cerù originaria di Gombitelli. Numerosi furono poi i passaggi di proprietà: dalla famiglia Manfredi di Lucca a quella Neri (si dice che vi dicesse messa San Filippo) fino a Pietro Massoni che sposò Francesca Tori e da qui il nome del palazzo. Divenne poi sede della Banca Agricola ed infine acquistato negli anni' 20 dal Comune con una permuta di arenile di Lido.