Sconsacrata da secoli, è di proprietà privata dal '700. Nel tempo ha subito abusi terribili Ora è stata acquistata dalla famiglia Sostegni -------------------------------------------------------------------------------- EMPOLI. Avete presente la chiesa di San Michele Arcangelo a Empoli Vecchio? È una delle testimonianze architettoniche di epoca romanica più interessanti dell'intero territorio empolese. Ebbene, dentro quelle mura storiche tra alcuni mesi nascerà un ufficio di consulenza del lavoro. D'altra parte la chiesa, sconsacrata da alcuni secoli, è di proprietà privata dalla fine del Settecento. Ma il paradosso non è che cosa vi nascerà dentro, ma il fatto che in tutti questi anni quella struttura romanica non sia mai stata vincolata dalla Soprintendenza. Non solo: su di essa, fino a qualche mese fa, non gravava nemmeno un vincolo di tipo precauzionale. Del resto quell'abuso edilizio condonato, un'orribile stanzetta appoggiata al fianco meridionale dell'edificio sacro ben visibile da via Livornese, parla da solo. «Si tratta di un fatto sconcertante, che la dice lunga sulla tutela del nostro patrimonio storico ed architettonico», è il commento duro di Leonardo Terreni, presidente dell'Associazione Archeologica di Volontariato del Medio Valdarno. L'abuso e il precedente. «A Empoli esiste un triste ed illustre precedente - continua Terreni - quello della chiesa di San Donnino in Cittadella, oggetto qualche anno fa di una ristrutturazione selvaggia che ha cancellato per sempre le importantissime tracce archeologiche, sicuramente presenti in quell'area». Diverso il discorso per San Michele: i proprietari, la famiglia Sostegni, sono stati interessati fin da subito, appena acquistata la chiesa, ad un recupero della costruzione che tenesse conto della salvaguardia e del rispetto delle testimonianze archeologiche. Massimo Sostegni è socio dell'associazione archeologica, ed è per fortuna particolarmente sensibile nei confronti di certi temi. E così - ottenuti i permessi dal Comune per realizzare il proprio ufficio nell'ex chiesa - ha informato le Soprintendenze competenti e ha messo a disposizione degli archeologi guidati da Terreni, attraverso la stipula di una convenzione, l'intera area occupata dall'edificio e dalle sue pertinenze. Una fortuna che sia capitata in certe mani, dopo anni scellerati di abbandono. Lo scavo. Gli archeologi, che hanno avuto a disposizione diversi mesi di tempo, hanno iniziato subito a scavare, nel febbraio del 2007, e stanno adesso concludendo i lavori d'indagine interni. Subito dopo il proprietario inizierà il restauro vero e proprio per la trasformazione in ufficio. L'edificio sarà reso visibile e fruibile a tutti, non solo ai clienti dell'ufficio: anche all'interno saranno lasciate in vista alcune pareti, ed il portale romanico - intatto dal lato interno, mentre dal lato esterno è stato danneggiato da vari interventi d'allargamento dell'ingresso - sarà restituito all'antico splendore, d'accordo e su indicazione della Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio. I preziosi marmi di reimpiego di epoca romana, posti sulla facciata e all'interno, probabilmente provenienti dallo spoglio di una villa tardo imperiale situata nelle vicinanze, saranno staccati, studiati a fondo e restaurati in maniera corretta. Alcuni contengono anche delle iscrizioni, e di questi saranno prodotti dei calchi in gesso. Tutto l'intervento è a spese dei proprietari. «Un esempio, molto raro, da seguire e da valorizzare», aggiunge Terreni. Le novità. Quali risultati ha restituito lo scavo? Terreni illustra alcune novità in anteprima: «Si stanno tirando le fila della campagna di scavo all'interno della chiesa, e stanno venendo fuori alcuni elementi interessanti. La campagna ha coinvolto attivamente una serie di persone con varie competenze: l'esperto di chimica applicata che ha studiato i materiali da costruzione e le malte, gli esperti di stratigrafie murarie che hanno studiato la struttura e le sue trasformazioni, infine gli archeologi che hanno effettuato l'indagine attraverso lo scavo vero e proprio». Purtroppo le destinazioni che ha avuto la struttura nel tempo (basti pensare che nell'ultimo secolo era adibita addirittura a tinaia con tanto di tini in cemento armato), hanno alterato pesantemente la leggibilità dei paramenti murari, rendendo più difficoltosa l'opera di datazione. Le sepolture medievali. Oltre ad un grande ossario vuoto, probabilmente seicentesco, negli strati più antichi sono state trovate diverse sepolture. Quelle più interessanti sono dislocate nei pressi dell'ingresso attuale della chiesa. Si tratta di quattro tombe con "giaciture primarie" di notevole importanza, ben costruite con pietre allineate: all'interno sono stati rinvenuti scheletri interi conservati perfettamente. Sono fra loro sovrapposte, ed anche le più recenti presentano parte delle tibie e l'intero piede inseriti al di sotto delle fondazioni della chiesa, circostanza che fa ritenere una preesistenza delle sepolture alla costruzione o ad un ampliamento della struttura religiosa. Sono sicuramente sepolture medievali, e potrebbero addirittura risalire ad un periodo anteriore all'anno Mille. Purtroppo sono prive di corredo. Saranno necessarie indagini molto complesse. Le fondazioni dell'abside. Sul lato est inoltre è stata ritrovata la parte basamentale dell'abside; si tratta di un ritrovamento eccezionale, che permetterà di conoscere finalmente le esatte dimensioni dell'edificio medievale originario. Relativamente alle fasi più recenti, sono state scoperte nella muratura delle nicchie con stucchi e frammenti d'affreschi risalenti al secolo XVII. Lo scavo, infine, si sposterà all'esterno, di fronte all'ingresso della chiesa. E gli archeologi annunciano altre sorprese.