------------------------------------------------- «Un momento di riflessione su come l'architettura contemporanea possa integrarsi nel territorio toscano, l'inizio di un percorso che possa condurre al miglioramento della qualità»: è stato definito così da Giovanni Bulian, soprintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio per le province di Grosseto e Siena, il convegno dal titolo "Architettura contemporanea nel paesaggio toscano 2007", che si è svolto nella tenuta di Collemassari a Cinigiano, e in occasione del quale è stato annunciato il Protocollo d'intesa per un'architettura di qualità, che verrà firmato da Regione Toscana e Soprintendenza. «Con questo convegno - ha detto Riccardo Conti, assessore regionale all'Urbanistica - inizia un cammino comune». E da parte sua Anna Rita Bramerini, assessore regionale all'Ambiente, ha sottolineato: «Un momento storico per questa terra e per la Toscana tutta». Il convegno è stato organizzato proprio all'interno della cantina di Collemassari, progettata dall'architetto Edoardo Milesi, esempio concreto di architettura contemporanea nel paesaggio toscano. Un lavoro di alto valore, realizzato a Cinigiano anche grazie - ha evidenziato il sindaco, Marzio Scheggi - a un'attenta programmazione urbanistica. «L'intenzione del convegno - hanno spiegato gli organizzatori Barbara Catalani e Marco Del Francia - è proprio quella di promuovere la rappresentazione della contemporaneità, in particolare nei territori della provincia senese e grossetana, dove è stata attuata la catalogazione delle architetture più significative degli ultimi 50 anni, frutto di incontro, non sempre sinergico, di ideologie, linguaggi, dinamiche culturali, patrimoni storici e ambientali». A chiudere le due giornate Paolo Cocchi, assessore regionale alla Cultura: «Dobbiamo stare attenti - ha detto - il paesaggio toscano è di altissima qualità, ma non devono esserci contrapposizioni tra chi vuole costruire a tutti i costi e chi, invece, vuole impedire qualsiasi tipo di intervento. La soluzione è cominciare a discutere su come trasformare, innovando gli strumenti».