Parla il direttore dei Beni culturali del Lazio Luciano Marchetti. "Impossibile militarizzare la città" -------------------------------------------------------------------------------- «Se non siete daccordo con lassessore o con il sindaco, ci sono molte forme di protesta civile che potete attuare. Ma non prendetevela più con le opere darte che sono patrimonio dellumanità. Altrimenti, ci saranno sanzioni più dure». Il direttore regionale ai Beni culturali del Lazio, Luciano Marchetti, propone il sistema del bastone e della carota per evitare che, dopo Fontana di Trevi, altre aree vincolate (e quindi sotto la sua tutela), «siano danneggiate». Ingegnere, ma non ci sono stati danni permanenti. «È vero, ma solo perché 30 "cretini" si sono immediatamente gettati al lavoro e sono stati sei ore a pulire per evitare che il colore macchiasse in maniera indelebile la pietra. E poi vuole mettere i danni simbolici che ha recato a Roma quella indecente sceneggiata?». È un problema di conservazione ma anche di sicurezza. Il capolavoro di Nicolò Salvi era sufficientemente protetto? «Sì, ci sono sempre vigili urbani che presidiano la piazza. Ma lautore del blitz è stato velocissimo, era impossibile bloccarlo. Non puoi evitare che una persona getti materiale o oggetti nellacqua. E a me non piace affatto una città blindata, militarizzata». E le telecamere? «Ci sono. Abbiamo consegnato le riprese alla Digos e ora attendiamo lesito delle indagini. Di più uno stato civile non può né deve fare. Dopodiché, però, pugno duro con i colpevoli». Il ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli ha pronta una legge sullinasprimento delle pene contro i vandali dellarte. «Sono perfettamente daccordo. Gli strumenti sono due. Innanzitutto, risarcimento immediato del danno, che andrà quantificato tenendo conto delle ore passate per pulire lopera e dei costi del restauro. Quindi, impieghiamo il denaro incassato per altri interventi conservativi». E il secondo strumento? «Per educare, e non solo punire, gli autori del gesto, ispiriamoci a quanto sanzionato in Gran Bretagna o negli Usa nei confronti di chi sporca: un tot giorni passati a lavorare per la società, pulendo». Una sorta di gogna? «No, facciamo solo capire ai vandali che il monumento è anche loro trasformandoli, perché no?, in spazzini delle aree archeologiche. E facciamogli capire che devono trovare modi civili per testimoniare le proprie idee e proteste. Senza affidarle al colore versato, o a quello spruzzato dalle bombolette, sui capolavori che appartengono a tutti».
Roma - Ma chi rovina i monumenti deve pagare: in soldi e lavori utili
Il direttore dei Beni culturali del Lazio, Luciano Marchetti, ha espresso la sua opinione sul blitz di vandali alla Fontana di Trevi. Marchetti ha affermato che non è possibile militarizzare la città per proteggere le opere d'arte e che ci sono molte forme di protesta civile che possono essere attuate. Ha proposto un sistema del bastone e della carota per evitare danni alle aree vincolate, come la Fontana di Trevi. Ha anche proposto sanzioni più dure per i vandali dell'arte, come il risarcimento immediato del danno e l'obbligo di lavorare per la società per pulire l'opera danneggiata.
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