A guardare il plastico sembra una sfoglia di lasagna. Appoggiata sul chiostro di Sant'Eustorgio, ruvida, dorata e ondulata. L'architetto che l'ha disegnata, Josep Llinàs Carmona, preferisce la metafora delle ali di farfalla o meglio ancora della tenda, simbolo dell'iconografia cristiana. L'architettura non è legge, qualcuno la battezzerà. Di certo, il Museo Diocesano rinascerà sotto questa sfoglia di metallo e vetro, dopo aver abbattuto lo steccato bianco che è provvisorio fin dall'inaugurazione nel 2001. L'esplanade coperta farà da collegamento tra corso di Porta Ticinese e il Parco delle Basiliche e servirà da nuovo ingresso alle sale: qui saranno sistemati bookstore, giftshop e caffetteria (aperti anche fuori dagli orari del museo). Uno scalone scenderà dal chiostro del monastero ai nuovi spazi ricavati nel piano interrato: magazzini, laboratori, gallerie, loft e auditorium ospiteranno congressi ed esposizioni multimediali. Il progetto d'ampliamento del Museo Diocesano colma il cratere lasciato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale in Sant'Eustorgio. Il gruppo vincitore del concorso internazionale (organizzato dal Comune con 98 candidati e 500mila euro d'investimento) è stato annunciato ieri dal direttore del museo, Paolo Biscottini, e dall'assessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli. Capocordata è l'architetto spagnolo Carmona, autore della Biblioteca Jaume Fuster e dell'Ecoparc a Barcellona, nella squadra ci sono il paesaggista francese Gilles Clément e l'ingegnere Carlo Valagussa, che spiega: «II segno architettonico dialoga con la storia di Sant'Eustorgio», insomma non stride con la Cappella Portinari sullo sfondo e «non cede alle tentazioni discutibili del gusto contemporaneo». Alla giuria, presieduta dall'architetto Giovanni Oggioni, è servita una due-giorni di clausura in albergo per scegliere il progetto tra una short list di dieci candidature. Alla fine, voto all'unanimità. Le motivazioni: «II progetto sviluppa in modo mirabile il concetto della tenda caro alla tradizione cristiana e capace di stabilire relazioni importanti con il pubblico, con il percorso delle Basiliche e con il preesistente chiostro di Sant'Eustorgio». Questo intervento «ci consente un'attività culturale più ampia, non ristretta solo alla conservazione delle opere», spiega Biscottini. Quanto agli spazi, una balconata garantirà la vista sul chiostro, che sarà arricchito da un tappeto di graminacee basse con riflessi argentati e dorati. E se non sono previsti percorsi fissi per i visitatori (liberi di muoversi senza linee guida), è sulla carta la riqualificazione del cuore del Parco con un giardino d'acqua sovrastato da ponticelli. Il progetto sarà definito entro giugno 2008. Di lì, apriranno i cantieri. Due anni di lavori, senza che sia ridotta l'attività del Museo Diocesano. La nuova ala e l'ingresso coperto, una superficie 4mila metri quadrati, costeranno 10,7 milioni di euro. Problema: chi mette i soldi? «Serviranno finanziamenti pubblici e privati, noi collaboreremo», sottolinea Masseroli. Sui privati, si vedrà. Di certo, la Diocesi farà la sua parte. Intanto, osserva l'assessore, «il Comune ha sbloccato un'opera arenata e creduto nello sviluppo d'una eccellenza di Milano». L'obiettivo lo fissa Biscottini: «Allargare il Museo alla citi à, per rispondere meglio alla domanda di partecipazione». Ma l'incognita è sotto terra: cosa uscirà dagli scavi in Sant'Eustorgio? Storia. E problemi.