Una grande avventura, uno straordinario laboratorio internazionale dove ricercatori e scienziati italiani e russi potranno studiare, restaurare e catalogare l'immenso patrimonio di opere d'arte italiane custodito nei saloni e negli archivi del Museo Ermitage, a San Pietroburgo. È questa l'essenza di Ermitage Italia, il centro scientifico e culturale, nato a Ferrara dall'accordo tra l'Italia e il grande museo russo, che domani mattina verrà inaugurato dal Capo dello Stato. Un progetto, senza precedenti in Europa, nato dalla volontà comune di una cordata di partner, pubblici e privati, guidati dalla Provincia di Ferrara e dal suo presidente Pier Giorgio Dall'Acqua: Regione, Comune, Università, Confindustria, Fondazione e Cassa di risparmio di Ferrara e Opificio delle pietre dure di Firenze. Nucleo dell'accordo, sottoscritto a San Pietroburgo il 23 febbraio scorso, è il desiderio di favorire lo studio e la conservazione delle opere d'arte e di permettere la preparazione del personale scientifico e tecnico russo e italiano nel campo dello studio e del restauro. Il nuovo centro studi sarà guidato da un comitato scientifico presieduto da Michail Piotrovskij, direttore del museo di San Pietroburgo, e sarà composto di alcuni dei più importanti ricercatori e scienziati di fama internazionale, come Sergej Androsov (responsabile delle collezioni d'arte occidentale dell'Ermitage) o come Antonio Paolucci (critico d'arte, curatore delle Scuderie del Quirinale ed ex ministro dei beni culturali). A dirigere il lavoro del Comitato due donne: Irina Artemieva, con-servatrice della pittura veneta all'Ermitage e Francesca Cappelletti, la ricercatrice dell'università ferrarese i cui studi sul Caravaggio hanno ispirato il best-seller dello scrittore americano Jonathan Harr (Il Caravaggio perduto, Rizzoli). Una squadra di altissimo profilo e carica di una grande passione. «Ermitage Italia? Sarà un ponte tra Italia e Russia, un luogo destinato alla cultura e alla ricerca, dove gli esperti dei nostri Paesi potranno lavorare in sinergia, allargando così le proprie conoscenze sottolinea con orgoglio Irina Artemieva, 55 anni, straordinaria conoscitrice dell'arte italiana . Aprire un'Accademia russa in Italia è sempre stato il nostro grande sogno, fin dai tempi di Caterina di Russia. Ora questo sogno si avvera, potremo lavorare insieme, scambiarci esperienze e saperi: una chance di eccezionale portata». Una linea sulla quale concorda anche Francesca Cappelletti, che non nasconde il suo entusiasmo. «Seguiremo le rotte delle migliaia di opere che dal Settecento in poi hanno iniziato a circolare tra Italia e Russia, sui percorsi dei grandi mercanti d'arte, ma anche nelle case delle famiglie nobili e della borghesia che. nel corso degli anni hanno acquisito veri tesori: quadri, tavole, arredi, dipinti che poi in gran parte sono finiti nelle sale o nei magazzini dell'Ermitage. Potremo anche ricomporre il quadro delle relazioni che all'indomani della Devoluzione del Ducato estense al Papato contribuirono al suo impoverimento artistico. Penso alla sottrazione dei celeberrimi Baccanali di Tiziano o alla spoliazione degli splendidi camerini d'alabastro, realizzati da Antonio Lombardo per il duca Alfonso. Ma penso anche alla opportunità di studiare in chiave di diffusione i percorsi delle opere d'arte ferraresi che dal Cinquecento hanno preso le strade delle grandi collezioni europee. Insomma, un lavoro assolutamente straordinario, che farà di Ferrara un crocevia culturale internazionale...» Due sedi Il Castello apre i saloni Saranno due le sedi di Ermitage Italia a Ferrara: una, di rappresentanza, ricavata negli splendidi saloni del Castello estense; l'altra, 'cuore' del comitato scientifico, nel complesso di palazzo Giglioli, in corso della Giovecca. Qui ci sono i laboratori, gli studi e gli uffici del centro di ricerca, compresa un'ala per la foresteria dove alloggeranno gli scienziati egli studiosi ospiti dell'istituto culturale che domani verrà inaugurato dal Presidente della Repubblica. Il primo appuntamento in aprile con una rara mostra dedicata al Garofalo e alla scuola del Cinquecento Studio e restauro, ma non solo. Tra gli obiettivi di Ermitage Italia figura infatti anche l'organizzazione di grandi mostre. Il primo appuntamento è già in agenda: sarà il S aprile del prossimo anno per una mostra dedicata a Benvenuto Tisi detto il Garofalo (1481 -1559), il più grande artista del Cinquecento ferrarese. In vetrina un'ottantina di opere provenienti dall'Ermitage e da altri musei russi, dalla Galleria Borghese di Roma, dalla National Gallery di Londra, dalla Pinacoteca di Dresda.
I tesori dell'Ermitage e lo splendore estense
Ermitage Italia è un centro scientifico e culturale nato dall'accordo tra l'Italia e il Museo Ermitage di San Pietroburgo. Il progetto, finanziato da una cordata di partner pubblici e privati, mira a studiare, restaurare e catalogare l'immenso patrimonio di opere d'arte italiane custodito all'Ermitage. Il centro sarà guidato da un comitato scientifico presieduto da Michail Piotrovskij e composto da ricercatori e scienziati di fama internazionale. Due sedi saranno aperte: una di rappresentanza nel Castello estense e un'altra nel complesso di palazzo Giglioli, dove si troveranno i laboratori, gli studi e gli uffici del centro di ricerca.
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