«Voi solo un tappeto rosso noi una città intera color rosso vermiglio...». Una polverina colorata e Fontana di Trevi è improvvisamente diventata rossa, un rosso nemico (e falso) con tro Veltroni, la città, la festa del cinema. Tutto rosso, anche l'acqua che scende dalle rocce sotto il Mosè e confluisce nel bacino dove si è immersa Anita Ekberg. Uno spettacolo terribile ed eccezionale davanti a decine di turisti. Poi le grida, lo spavento, il fuggi fuggi e quei volantini gettati là con la firma Ftm Azione futurista 2007. «Un'offesa a Roma - il commento amaro di Veltroni -, c'è gente che non perde occasione per dimostrare di voler male alla città». Un atto vandalico, che per diversi minuti è sembrato solo uno scherzo di pessimo gusto. Poi però ha assunto un altro sapore. Nel volantino c'era un esplicito riferimento alla Festa internazionale del Cinema «una kermesse per divertire e soddisfare la patologica passione del cinematografaro fallito Walter Magno I» e i numeri dell'evento, «15 milioni di euro scialacquati, 2,5 milioni di euro solo per pagare il conto degli alberghi. E la chiamano festa...». Soprattutto però quella firma, Ftm Azione Futurista, ha destato preoccupazione. Era stata coinvolta dalle polemiche come «mano» dei manifesti abusivi con la foto ritoccata di Gianfranco Fini che fa il saluto romano. Roma ne è stata tappezzata, con l'ira di An. E tra i diversi sospettati c'erano proprio - oltre a Francesco Storace e a Forza Nuova - i militanti di questo gruppo neofascista legato ai centri sociali della destra romana. Da giorni se ne aspettava un «atto dimostrativo». L'episodio sul quale ora indaga anche la Digos si è verificato ieri pomeriggio poco dopo le 16.30. Dopo due ore tutto era tornato a posto, con l'acqua limpida, ma subito sono intervenuti i vigili urbani in servizio sulla piazza. Dell'autore - sembra un uomo di circa 50 anni che indossava un giubbotto chiaro e un berretto in testa - non c'era già più traccia. Anche se forse un turista è riuscito a riprenderlo con una videocamera. Si è dileguato tra la folla, col suo secchio e le sue minacce che ora sono al vaglio della polizia. E sono minacce anche abbastanza inquietanti a giudicare da alcuni passaggi: «Noi precari, disoccupati, anziani, malati, studenti, lavoratori... Stiamo arrivando con il vermiglio per colorare il vostro grigiore... Oggi nasce con noi - è scritto - una nuova concezione violenta della vita e della storia, che esalta la battaglia a scapito della pace e disprezza voi leccaculodiartificiosipoteri (tutto attaccato), schiavi del mercato». La prima preoccupazione è stata naturalmente per la fontana e per la vernice che può danneggiare i marmi, l'acqua defluisce con un sistema a circuito chiuso e quindi immediatamente non solo la vasca ma anche le statue si sono tinte di rosso. La fontana è stata transennata e chiusa per alcune ore, sul posto sono arrivati il vice capo di gabinetto del sindaco, Luca Odevaine, l'assessore alla cultura Silvio Di Francia, il sovrintendente ai Beni culturali Eugenio La Rocca che ha poi rassicurato tutti: «II danno arrecato dal colorante alla fontana di Trevi non sembra grave. Si tratta di anilina». «Sono criminali d'arte subito la legge ad hoc» «Se fosse già in vigore la legge da me presentata contro il vandalismo, contro i furti d'arte e i danni al paesaggio avremmo strumenti molto più severi nei confronti di questi delinquenti». Il vicepresidente del Consiglio e Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli ha espresso così la sua «indignazione e preoccupazione per il gesto intollerabile e irresponsabile di vandalismo alla Fontana di Trevi». «Purtroppo -ha detto Rutelli - la lentocrazia domina il nostro Parlamento e, nonostante l'impegno del presidente Pisicchio, il ddl dorme in Commissione Giustizia e, sebbene sia stato ben 5 volte inserito all'ordine del giorno, la Commissione non ha ancora iniziato l'esame del testo e degli eventuali emendamenti. Se vogliamo contrastare degrado, vandalismo e attacchi alle opere d'arte - conclude il Vicepremier - non c'è più neanche un giorno da perdere». Rabbia e stupore. «Un gesto scellerato contro un monumento importantissimo non solo per l'Italia ma anche per l'intera umanità e che è meta di milioni e milioni di visitatori. Serve la massima durezza. Mi auguro che il colpevole sia assicurato al più pesto alla giustizia». È l'accusa anche del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio sul folle gesto di chi ha versato nella fontana di Trevi una sostanza colorante rossa. «È sempre più necessario - ha chiesto Pecoraro Scanio - che il Parlamento approvi al più presto il ddl sui crimini ambientali. Il nostro patrimonio ambientale e culturale deve essere difeso contro ogni attacco». «È un fatto grave perché Fontana di Trevi è un monumento che appartiene all'umanità»: è stato invece il commento dell'assessore alle Politiche culturali Silvio Di Francia. Di Francia ha aggiunto che i monumenti sono tutelati con le telecamere e con il presidio dei Vigili urbani, ma il gesto di un provocatore è sempre in agguato.
Rosso vandalo a Fontana di Trevi
Ieri pomeriggio, nella Fontana di Trevi, è stato versato un colorante rosso che ha tinto l'acqua e le statue della fontana. Il gesto è stato considerato un atto vandalico e ha destato preoccupazione tra i turisti e i residenti di Roma. La polizia ha indagato sull'autore del gesto, che sembra essere stato un uomo di circa 50 anni con un giubbotto chiaro e un berretto in testa. Il volantino che è stato trovato sul posto ha contenuto minacce e messaggi di violenza contro i turisti e i residenti di Roma. La fontana è stata transennata e chiusa per alcune ore, ma è stata rassicurata che il danno arrecato dal colorante non è grave.
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