Che bel matrimonio d'amore e interessi quello che si continua a festeggiare tra la stilista Laura Biagiotti la città. Stabile e benefico ha già portato in dote alla capitale il restauro di uno dei suoi scorci più belli: la cordonata che da piazza Venezia sale fino alla piazza di Michelangelo, rimessa a lustro nel 1999 con un finanziamento cui ha contribuito anche la multinazionale Procter Gamble. E ora rinnova con gli stessi due sponsor i suoi effetti ridando smalto ad un altra fascinosa testimonianza artistica della Roma dei Papi: le due fontane rinascimentali gemelle che ai lati di piazza Farnese fanno da sentinelle allo splendido palazzo che ospita l'Ambasciata di Francia. La fine e i risultati dei lavo-ri, durati circa 6 mesi, sono stati presentati ieri con una cerimonia dai toni cordiali e salottieri, intonata all'evento e alla reciproca stima che lega gli ospiti che si sono rincontrati sul palco: il ministro della cultura Francesco Rutelli, che sugellò da sindaco l'intervento sul Campidoglio; l'attuale vicensidaco Maria Pia Garavaglia che proprio allora esordì nel suo ruolo; l'assessore alla cultura Silvio Di Francia; la stilista Laura Biagiotti affiancata dalla figlia Lavinia, e l'amministratore della filiale italiana della ProcterGamble Sami Rahale. Un coro di elogi al mecenatismo privato e alla bellezza di Roma, cui soprattutto Laura Biagiotti, il volto contratto da un fastidioso colpo della strega, ha reso omaggio, dichiarandosi orgogliosa di onorarla con impegno meno effimero dei profumi e dei vestiti che continua a produrre. Salutato con applausi e sorrisi da una platea di amici e di vip, tra cui spiccava la presenza dell'ambasciatore di Francia, e dell'attrice Nancy Brilli che il vicepremier Rutelli, ricordando la sua recente apparizione in tv nei panni di un'obesa decisa a mettersi a dieta, ha additato scherzosamente a testimonial della trasformazione delle fontane prima e dopo la cura. Già erano davvero messi male i due vasconi di granito egizio recuperati dagli scavi delle Terme di Caracalla, che nel 1626 l'architetto Girolamo Rainaldi trapiantò davanti a palazzo Farnese con l'innesto di un altra vaschetta di marmo impennacchiata dallo stemma a giglio della famiglia. Il calcare che si era accumulato da oltre vent'anni aveva avvolto in una crosta opaca tutti i rilievi, cancellandone mascheroni e figure, e smorzando persino il contrasto colorato dei marmi. Il restauro coordinato dalle soprintendenze di Stato e Comune ha restituito ai monumenti la loro sobria eleganza. Alle 12.30 le fontane hanno ripreso a zampillare tra i battimani dei presenti. I ritocchi curati dall'Acea e gli studi per diminuire l'impatto dei depositi calcarei dovrbbero garantire loro un futuro migliore.