ROMA - Innalzare la velocità del pensare». Oppure «marciare per non marcire, lottare per non morire», frasi in rima baciata, senza un senso compiuto, scimmiottando il manifesto di Marinetti. "Avanguardie" con lo sguardo fisso all'indietro. Ecco chi sono gli imbrattatori della Fontana di Trevi, i futuristi del terzo millennio. Gli stessi che con ogni probabilità hanno fatto stampare il manifesto di Fini che fa il saluto romano, un' azione di disturbo alla manifestazione di An sabato scorso. Gruppi vicini alla destra estrema ma lontani da tutti, ad eccezione della Fiamma Tricolore che non li ha mai sconfessati. L'hanno colorata di rosso, dunque, ma sono "neri". Hanno usato la tecnica del mordi e fuggì: il massimo della spettacolarità col minimo rischio. Centoventi litri d'acqua, color rosso sangue, nella vasca dove Fellini fece immergere Anita Ekberg tra tritoni e cavalli marini. A metà tra la Dolce vita e la scena più cruenta di Shining, il film di Stanley Kubrik. Erano in due, quasi sicuramente a bordo di una moto. Il conducente è rimasto in sella, l'altro è sceso per mettere in azione il piano. «Un tipo piuttosto corpulento, sui 40 anni, calvo e con un giubbotto scuro», lo ha descritto ai vigili un anziano turista. Lo stesso che intorno alle 16.30 ha dato l'allarme. «Quando sono arrivato l'acqua si stava già colorando, c'era una piccola macchia che si allargava; ho cercato di tirare fuori il sacchetto e la tanica ma ormai era troppo tardi», racconta l'agente Mario Romano. Prima il vigile della Municipale aveva visto l'uomo di spalle correre «ma la piazza era piena, c'era tanta gente, è stato impossibile prenderlo». Per saperne di più sull'imbrattatore bisognerà analizzare con attenzione, frame per frame, le immagini delle 5 telecamere piazzate sui lampioni e sui palazzi o forse il filmato girato da un turista a tradire gli autori del raid firmato Azione futurista. «La Digos li sta esaminando e la stessa cosa farò io non appena arriveranno i tecnici dell'Ama per la ripulitura». Innocui? Apparentemente sì ma da tenere d'occhio, secondo gli inquirenti, perché accompagnano i loro gesti con l'esaltazione della «sana violenza». «Chi ha ripreso immagini del vandalo che ha gettato il liquido rosso nella Fontana di Trevi ci chiami», lancia un appello il comandante del I gruppo della polizia municipale Carlo Butarelli. Le immagini già corrono sul web. Su qualche sito si vede un uomo alto, vestito con un giubbotto blu, con un cappellino bianco, spuntare tra i turisti sulla sinistra della Fontana per fuggire di corsa verso piazza, dei Crociferi e a seguire un'inquadratura dell' acqua che si colora. È l'immagine che in pochi secondi farà il giro del mondo, più scaricata della Bellucci sul red carpet per la Festa del Cinema. L'evento che i futuristi alla amatriciana volevano contestare col loro gesto. Un campione del liquido - forse anilina, una sostanza velenosa che si usa anche per la colorazione dei palloncini - è stato prelevato dai tecnici dell'Acea e trasportato sotto scorta nel laboratorio di via Vitorchiano, a Grottarossa. Il sindaco Veltroni ha definito «grave» il gesto: «È un'offesa a Roma, per fortuna senza gravi conseguenze, c'è gente che non perde occasioni per dimostrare di voler male alla città». I sospetti, dicevamo, hanno preso subito un'unica direzione. Giuliano Castellino, segretario romano della Fiamma Tricolore, partito che aggrega anche un "circolo futurista" si tira fuori: «Non siamo stati noi». Salvo aggiungere subito dopo,«ma guardiamo con simpatia a questa iniziativa perché vuoi dire che l'idea futurista è vincente». La Fontana di Nicola Salvi è uno dei capolavori più famosi nel mondo, nonché un simbolo della Città eterna. La difende a spada tratta anche l'ex ministro Roberto Castelli, presidente dei senatori della Lega Nord che parla di «pena esemplare» e si augura che «finiscano in galera e ci restino a lungo per potersi redimersi e riflettere». Di «fascismo culturale» parla invece parla invece il critico Achille Bonito Oliva . Ma quanto rischia l'imbrattatore? Per il reato di danneggiamento da 6 mesi a 3 anni, senza arresto se non c'è flagranza. Il ddl del ministro Rutelli che innalza la pena a 4 anni e prevede le manette non è stato ancora esaminato dalla commissione giustizia.