Nessuno si è soffermato sullo sguardo di Oceano, il dio del Mare. Guarda sconsolato giù in basso, mentre migliaia di turisti osservano l'acqua della fontana di Trevi diventare color rosso sangue. La statua che troneggia al centro del monumento ne ha viste tante, da ieri una in più: un uomo con un cappellino bianco e vestito di scuro, verso le 16,10 si è fatto spazio tra la calca, si è avvicinato alla fontana e ha gettato una busta di plastica nera, con all'interno una tanica grigia piena di anilina, sostanza chimica che ha immediatamente trasformato l'acqua da limpida a rosso vermiglio. Poi è fuggito, tra la folla, passando dal lato sinistro della fontana e dileguandosi verso i vicoli che portano fino a via del Corso. Un gruppo di spagnoli l'ha ripreso con la telecamera, altri non hanno fatto in tempo ad accorgersi del gesto. Salvo poi vedere il risultato: acqua rossa era ormai continuamente in circolo nella fontana progettata nel 700 da Nicolo Salvi. La Polizia municipale ha chiamato rinforzi, sul posto sono arrivati un po' tutti: le soprintendenze, i responsabili del Comune, la Digos, Acea. Poco lontano, veniva recuperata una cassetta di volantini", al grido Eja! un fantomatico gruppo Ftm Azione futurista 2007 ha rivendicato il gesto. «Faremo di questa società grigioborghese un trionfo di colore» e giù un elenco di slogan vari, da «marciare per non marcire, lottare per non morire» a «una macchia di colore vi tumulerà». Obietti vo, anche la Festa del Cinema di Roma: al suo red carpet, dicono che risponderanno dipingendo di rosso la città. Una bravata, anche suggestiva, se non fosse che poteva provocare un danno incalcolabile a una delle fontane più importanti del mondo. Pericolo forse scongiurato, quando la perizia degli esperti ha scoperto che si trattava di anilina. Niente paura per il marmo, ha visto subito il soprintendente Eugenio La Rocca: «E' liscio, da lì il colore se ne andrà subito. Il travertino chissà...». Alle 17,45 viene chiusa, l'erogazione dell'acqua: le cascate rosse cessano di fluire, resta inquietante l'acqua color sangue all'interno della fontana. I turisti osservano in silenzio, scattano foto, chiedono informazioni, non vogliono perdersi lo spettacolo. Qualcuno pensa si stia girando un film, altri non riescono a capire che è successo. In serata, dopo un pomeriggio passato a decidere cos'era meglio fare - «è importante non far seccare la vernice, dunque immettere acqua nuova, assicurare il riciclo, senza svuotare la fontana» ripeteva La Rocca - gli esperti delle Soprintendenze, hanno deciso di svuotarla e avviare la pulitura delle superfici per mezzo di un'idropulitrice. Non è stato facile, all'inizio il travertino, poroso, sembrava essersi impregnato di rosso, ma alla fine, dopo le 20, la fontana è tornata candida. «Non ci sono stati danni permanenti - ha precisato il sovrintendente comunale ai beni culturali alle 20,30 - domani con la luce faremo un ulteriore sopralluogo». Intanto, gli investigatori, erano sulle tracce dell'autore della bravata, che qualcuno ha visto fuggire insieme a un altro che gli faceva da palo. Fondamentali le cinque telecamere a circuito chiuso ai lati della piazza. Nel frattempo, i vigili erano stati invitati a presidiare le altre piazze della città, anche perché dei ragazzi raccontavano: «Abbiamo visto una polverina dello stesso colore di quello rimasto ai bordi della fontana dì Trevi, vicino a un cassonetto nei pressi della facoltà di Architettura, a Flaminio». «I danni non sono permanenti - annunciava sollevato anche l'assessore alla cultura, Silvio Di Francia - la fontana è tornata come prima. Devo ringraziare l'Ufficio decoro urbano, l'Acea, i vigili, gli uomini della Soprintendenza di Stato e del Comune». Ma tutti sono stati col fiato sospeso, turisti inchiodati intorno alla fontana per ore, fin quando si è visto che i getti di acqua calda fortissimi delle idropulitrici e l'olio di gomito degli operatori in stivaloni e impermeabili, armati di scope e spugne, erano in grado di cancellare quel rosso maligno. Condanne per l'atto vandalico da parte di molti esponenti politici, a cominciare dal sindaco Walter Veltroni, i ministri Francesco Rutelli e Alfonso Pecoraro Scanio, il critico Achille Bonito Oliva, Roberto Castelli, senatore della Lega, Roberto Giachetti della Margherita,. Fuori dal coro, a pericolo scongiurato, Vittorio Sgarbi: «Un po' di colore, in una città addormentata».
"Attacco" alla Fontana di Trevi, quattro ore color rosso sangue
Il dio del Mare, Oceano, guarda con sconsolo lo sguardo giù in basso, mentre migliaia di turisti osservano l'acqua della fontana di Trevi diventare color rosso sangue. Un uomo con un cappellino bianco e vestito di scuro si avvicina alla fontana, getta una busta di plastica nera con all'interno una tanica grigia piena di anilina, sostanza chimica che trasforma l'acqua da limpida a rosso vermiglio. L'uomo fuggisce tra la folla, mentre un gruppo di spagnoli riprende la scena con la telecamera. La Polizia municipale e le soprintendenze arrivano sul posto, e vengono recuperate cassette di volantini.
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