Un atto intollerabile con una chiara finalità mediatica che Roma non merita e va respinto con forza. Lo sconosciuto che ieri pomeriggio ha arrossato le acque della Fontana di Trevi si è richiamato al Futurismo. Una stupidità, dell'attaccare, con un unico gesto, un monumento caro al cuore di miliardi di cittadini dell'universo mondo. Nell'attaccare il precariato, l'amministrazione capitolina e la Festa del Cinema, forse chi ha agito aveva in mente i lontani versi del poeta futurista (per inciso, romano) Libero Altomare, che oltre novant'anni or sono, paragonava l'esecrabile "passato" giustappunto a una «cinematografia grottesca e scialba su la tela fluttuante della memoria». O forse, la scelta del luogo, e del tema, si devono alla memoria, anch 'essa indelebile per chiunque, de! bagno di Anita Ekberg e Marcello Mastroianni nella "Dolce Vita" di Fellini. Sta di fatto che un sito potentemente evocativo, nonché uno dei simboli della città di Roma, è stato oltraggiato. L'oltraggio a Fontana di Trevi pone a noi tutti una serie di problemi di non facile momento. Non è tollerabile, intanto, che fatti del genere accadano. Non lo è per le ovvie ragioni di ordine pubblico e per la ferita inferta alla città. E non lo è, paradossalmente, per quegli stessi motivi, diciamo così "culturali" che sembrano aver animato l'autore del gesto. Le "provocazioni" futuriste erano affare di uomini di cultura, di cerchie di addetti ai lavori. Smossero coscienze e cambiarono il corso della vita artistica e culturale del tempo (il Futurismo fu un grande movimento, sotto questo aspetto) ma difficilmente avrebbero potuto trovare, come oggi invece accade, risonanza planetaria. Il fatto è che, per quanto la cosa ripugni, siamo costretti, nostro malgrado, a confrontarci con l'ignoto autore del gesto. Nel momento stesso in cui stampa, televisioni e maestri d'opinione, a vario titolo, se ne occupano, l'effetto mediatico è assicurato. E la provocazione ha raggiunto il suo scopo. Ma c'è di più. Oggi tutti siamo spinti, da questa provocazione, a chiederci: come evitare, in futuro, che simili fatti accadano? Che cosa possono fare le amministrazioni, la Legge, i cittadini? No, oggi chiediamoci piuttosto di non farci portavoce di simili gesti di stupidità. Bisogna evitare che un nuovo fattore di rischio si aggiunga alla già diffusa percezione sociale d'insicurezza che sta minando le basi stesse della nostra convivenza civile. Speriamo che l'autore di questa provocazione sia individuato. E che non spuntino i soliti imitatori.
Fontana di Trevi. Stupidità intollerabile
Un atto di vandalismo è stato commesso a Roma, con un gesto che ha oltraggiato il monumento della Fontana di Trevi. L'autore del gesto è sconosciuto, ma sembra essere stato ispirato al Futurismo. La scelta del luogo e del tema è stata vista come una provocazione mediatica. La cosa ha sollevato problemi di ordine pubblico e ha ferito la città. La provocazione ha raggiunto il suo scopo, cioè attirare l'attenzione dei media e dei cittadini. Ora, si chiede come evitare che simili fatti accadano in futuro e cosa possano fare le amministrazioni, la Legge e i cittadini per prevenire tali eventi.
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