ROMA. Si può stravolgere, sia pure per qualche ora, uno dei monumenti più famosi del mondo? Si può. Accade a Roma e il monumento in questione è nientemeno che la Fontana di Trevi: l'acqua della vasca, sotto gli occhi (e i fotovideo telefonini) di migliaia di increduli turisti ieri, intorno alle 16,30, si è improvvisamente colorata di rosso vermiglio. Non c'entrano inquinamento e infiltrazioni nell'antica sorgente che alimenta la Fontana. E non c'entrano nemmeno i trucchi cinematografici anche se, come vedremo, il cinema in qualche modo sì. Protagonista dell'incredibile vicenda è infatti un uomo sui cinquant'anni ancora sconosciuto con in testa un cappello e indosso un giubotto chiaro che, invece della rituale monetina, ha lanciato nella vasca un secchio con un colorante ed è poi fuggito. Non prima di abbandonare poco distante un pacco di volantini in cui il gesto vandalico viene rivendicato da una fantomatica «Azione Futurista». Una trentina di righe in stile vagamente marinettiano in cui c'è anche un attacco alla Festa del Cinema in corso da giovedì a Roma e in cui si legge, tra l'altro, «Voi solo un tappeto rosso, noi una città intera color rosso vermiglio. Nel testo anche riferimenti alla lotta contro il lavoro precario: «Noi precari, disoccupati, anziani, malati, studenti, lavoratori, stiamo arrivando con il vermiglio per colorare il vostro grigiore». E, infine, l'attacco alla Festa del Cinema. «15 milioni di euro scialacquati, 2,5 milioni di euro solo per pagare il conto degli alberghi». Due, come si vede, gli spunti di cronaca colti dall'autore di un gesto più criminale che folle: la manifestazione contro il precariato in programma oggi nella capitale e, appunto, la kermesse festivaliera. La Digos tende a privilegiare quest'ultimo anche per la scelta del bersaglio: un'icona cinéphile grazie a Federico Fellini e all'Anita Ekberg della Dolcevita (e, a modo suo, all'irresistibile compravendita di «Totò-truffa). Ne è convinto anche il grande regista Francis Ford Coppola, a Roma in questi giorni, che così commenta la vicenda: «Mi fa pensare ancora una volta a quanto sia potente il cinema». E potrebbe essere il cinema, in versione amatoriale, a perdere l'autore del gesto vandalico: le forze dell'ordine hanno lanciato un appello a tutti coloro che in quel momento stavano filmando o fotografando. E forse un turista spagnolo potrebbe aver fissato l'attimo in cui il secchio viene lanciato nella vasca. Intanto gli esperti rassicurano: il colorante non ha intaccato il bianco marmoreo del monumento ideato nel 1732 dall'architetto Nicola Salvi e completato nel 1762 da Giuseppe Pannini. La Fontana è normalmente alimentata da un circuito chiuso ma da qualche ora è stata immessa acqua corrente che ha progressivamente eliminato il colorante. Di «gesto intollerabile e irresponsabile» parla Francesco Rutelli, ministro per i Beni e le Attività Culturali, che denunzia: «Se fosse già in vigore la legge da me presentata contro il vandalismo, contro i furti d'arte e i danni al paesaggio avremmo strumenti molto più severi nei confronti di questi delinquenti. «È un'offesa a Roma, per fortuna senza gravi conseguenze. C'è gente che non perde occasione per dimostrare di voler male alla città», si sfoga il sindaco di Roma e neo segretario del Pd, Walter Veltroni. Lo dichiara il sindaco di Roma Walter Veltroni, Non c'è più neanche un giorno da perdere». Anche perché commenta sconsolato il sovrintendente comunale ai Beni culturali Eugenio La Rocca, «i monumenti non si possono difendere se non c'è la buona volontà e la collaborazione di tutti i turisti e i cittadini, la città non può diventare un bunker».
Raid choc, la Fontana di Trevi diventa rossa
Ieri sera, intorno alle 16,30, la Fontana di Trevi a Roma si è colorata di rosso vermiglio a causa di un gesto vandalico. Un uomo sui 50 anni ha lanciato un secchio con un colorante nella vasca, danneggiando l'acqua e il marmoreo del monumento. Il gesto è stato rivendicato da un gruppo di persone che si autodenominano Azione Futurista, che hanno pubblicato un volantino con un messaggio critico alla Festa del Cinema e alla società. La Digos ha lanciato un appello a tutti coloro che stavano filmando o fotografando il gesto.
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