Scelto il progettista che firmerà il nuovo allestimento È il torinese Isola con il premio Oscar Dante Ferretti Modernità e tradizione convincono la giuria Ma il giapponese Isozaki battuto perché troppo caro si arrabbia. E chiede... Modernità e tradizione: i Faraoni che danno spettacolo sotto le volte barocche del Palazzo dellAccademia delle Scienze. Sarà così il nuovo Museo Egizio immaginato dallarchitetto torinese Aimaro Oreglia dIsola. Un progetto che rivaluta gli spazi aulici di Guarino Guarini, ma riempie di emozioni il percorso museale, alternando luce e penombra, spazi ordinati cronologicamente e altri tematici. Un nuovo piano ricavato sotto la «corte-piazza», da destinare allaccoglienza e alla didattica, e nuovi servizi (tra questi una caffetteria e una buvette) nellala Schiaparelli, ora un po triste, che potrebbe essere ricoperta di verde, a formare una sorta di jardin dhiver. Un nuovo ingresso da via Roma, da collegare con lattuale entrata degli uffici in via Duse e destinare alle scolaresche. Sono queste le linee guide del museo di Isola che, in gruppo con lo scenografo Dante Ferretti (e con i professori Carlo Ajmonino e Paolo Marconi), si è aggiudicato il primo posto nella gara internazionale per il nuovo Museo Egizio. Una vittoria sul filo di lana, perché solo un punto lo separa dal giapponese Arata Isozaki, che ha ottenuto il punteggio più alto sul piano tecnico, presentando però un minor ribasso dasta. E se larchitetto Isola con i suoi partner gioisce e non trattiene lemozione («Ho le gambe che tremano, è un lavoro grosso e impegnativo, ma che soddisfazione»), il papà del Palahockey olimpico non nasconde la delusione. E anche un po di rabbia. Manda a dire dal suo socio di cordata Carlo Pession: «Noi abbiamo ottenuto e anche in larga misura, 68 contro 54, il miglior piazzamento tecnico, ma il nostro ribasso di 37 punti non ha potuto competere con quello di Isolarchitetti, del 61 per cento. Ci attendiamo a questo punto che la Fondazione Museo Antichità Egizie faccia le opportune verifiche». Tradotto in cifre, il costo del progetto di Isola dovrebbe essere di poco inferiore a 3 milioni, quello di Isozaki arriverebbe a 3 milioni e 700 mila euro. È di fatto provvisoria lassegnazione fatta ieri al museo dalla commissione giudicatrice presieduta dalla direttrice Eleni Vassilika (ne fanno parte gli ingegneri Domenico Errichiello e Carmine Mancini, larchitetto Gennaro Napoli e il professore del Politecnico Pier Giovanni Bardelli). Ai risultati tecnici, già assegnati in precedenza, si sono aggiunte le valutazioni economiche, che hanno capovolto la graduatoria (terzo il gruppo che fa capo a Rich Mather Architects, solo 5 Jean Michel Wilmotte con Recchi e Benedetto Camerana). Tra una decina di giorni la ratifica dei risultati da parte del consiglio di amministrazione presieduto da Alain Elkann, poi ci sarà un anno di tempo per arrivare, il prossimo autunno, al progetto esecutivo. «Vorrei restituire Guarini a Guarini, ridare amenità a quegli spazi, perché non si può certo dire che larchitettura barocca sia triste, invece il museo lo è diventato - dice Isola - Si pensa di dividere nettamente la parte museale, cui è destinata lintera ala su via Accademia delle Scienze (e lì troveranno spazio anche la biblioteca e una sala per le mostre), dai servizi, che si intende dirottare altrove, tra il piano sotterraneo e lala Schiaparelli». Grandi trasformazioni in vista anche per il piano ora occupato dalla Sabauda («È stato fatto un recupero ormai datato, vogliamo eliminare controsoffittature e solette in cemento armato per dare maggiore ariosità al tutto»). Anche la luce dovrà farla da padrona. E luce sarà di nuovo, con ogni probabilità, allinterno dello Statuario realizzato da Dante Ferretti: «Si sono avanzate proposte per modificarlo, si tratta di uno spazio provvisorio, da ridiscutere» aggiunge Isola. Ferretti interverrà anche lungo il percorso. Tra i suoi sogni, laveva confessato qualche tempo fa a Repubblica, cera proprio di vincere la gara dellEgizio, tra i primi obiettivi presentare al meglio una delle eccellenze del museo, la Tomba di Kha.