Dalla preistoria al Rinascimento, tutti i ritrovamenti dagli scavi "Ora va ridotta la carreggiata: scaveremo i bordi della strada, poi la risistemazione" In due giornate di studio il bilancio delle ricerche archeologiche iniziate negli anni Novanta Che cosa i Fori imperiali siano stati veramente, in che modo si viveva dentro quegli immensi spazi monumentali, come trascorressero le ore nelle magnifiche piazze che ciascun imperatore costruiva intitolandole al proprio nome, alla propria casata o alle proprie gesta, è unimpresa ciclopica alla quale gli archeologi del Comune di Roma sono impegnati fin dal 1991. È arrivato il tempo di un bilancio di una delle più importanti campagne di scavi avviate in assoluto nel cuore di una città moderna: la messe di ritrovamenti, scoperte, studi è sterminata, ha fatto riscrivere libri di storia e i manuali di archeologia. Se ne parla in due giornate di studi nellauditorium dellAra Pacis il 25 e 26 ottobre, giovedì e venerdì prossimi, in particolare per fare un punto sugli ultimi tre anni di lavori. Il Foro di Nerva, il Foro Traiano, il Templum Pacis (o Foro di Vespasiano), il Foro di Augusto e il Foro di Cesare, le cinque piazze imperiali, un totale di circa due ettari, sono adesso più leggibili agli occhi degli studiosi e degli addetti ai lavori, ma presto lo saranno anche per tutti coloro i quali si troveranno a passeggiare lungo la via dei Fori. Il lavoro è stato svolto dalla Sovraintendenza archeologica del Comune di Roma sotto la guida dellAssessorato alle Politiche culturali di Silvio Di Francia. Diretti da Roberto Meneghini e Riccardo Santangeli Valenzani, gli scavi hanno portato al ritrovamento di statue e fondazioni di monumenti, di manufatti di epoche diverse, dal primo Novecento al tardo Rinascimento. Una quantità di materiali, schedati e catalogati, che riempiono migliaia di cassette nei depositi, che aspettano un museo, la giusta collocazione. Tante storie, nascoste in quel dedalo di terra e muri, hanno trovato compimento grazie allultima porzione di scavi, realizzata con uno stanziamento di due milioni di euro ed estesa su circa mille metri quadri. Tra queste, è da ricordare la bottega del vasaio ceramista tardo quattrocentesco il cui lavoro è rimasto miracolosamente conservato perché si è ritrovato sotto il giardino di un convento. Di come lavorasse, dei prodotti delicati e miracolosamente conservati della sua bottega, si sa ormai tutto. Certo, non è archeologia classica, ma sono materiali inediti, tasselli di storia che si ricompongono. La pianta di Roma antica, la famosa Forma Urbis, nel corso degli ultimi anni di scavo, ha recuperato tanti nuovi frammenti, e altri ne sono stati scoperti, parte di altre mappe. E siccome nellarcheologia tutto ha un senso, ogni frammento di terra, ogni pezzetto di muro, anche gli scavi delle fogne, al Foro di Traiano, che è stato probabilmente il più esplorato di tutti, hanno dato risultati mirabolanti. Come la testa monumentale di Costantino, gettata via forse per tappare un buco o forse in segno di sfregio nel corso di una rivolta. E dallaltro lato di via dei Fori imperiali, in quel fazzoletto di terra allombra della volta della Basilica di Massenzio tenuta dai tiranti dacciaio, là dove cè il Templum pacis, la Soprintendenza archeologica di Roma, in uno scavo diretto da Claudio Moccheggiani con Stefania Fogagnolo, è stata ritrovata unintera necropoli del paleolitico. Nel Foro di Cesare invece, sono stati portati alla luce dei solchi: li hanno lasciati i carri che andavano e venivano tra i colli di Roma del XII secolo avanti Cristo: qui è emersa anche una sepoltura di donna. Trentacinque anni, è stata sepolta avvolta in un sudario, aveva il collo adornato da una collana doro e dambra. E qui è stata scavata anche unurna a forma di capanna, sepoltura a incinerazione del X secolo avanti Cristo. Tutto ciò indica un movimento di vita e persone fra i colli, che arrivava fino allodierno Quirinale. Frammenti preziosi di un quadro che prende forma e che richiede ancora lavoro: «Ora deve essere unificato il parco archeologico: sono da sistemare alcuni nodi cruciali, la Torre dei Conti, San Luca e Martina, Santi Cosma e Damiano. È quello su cui si sta lavorando allinterno della la commissione mista Comune-ministero Beni culturali - spiega Roberto Meneghini - Via dei Fori andrà ridotta a quattro corsie di traffico, se ne scaveranno i bordi che saranno sistemati per una migliore e definitiva comprensione della storia di Roma antica».
LE PIAZZE IMPERIALI DALLALTO - FORI imperiali, gli ultimi tesori
In due giornate di studio, gli archeologi del Comune di Roma hanno presentato il bilancio delle ricerche archeologiche avviate negli anni Novanta. I Fori imperiali, cinque piazze imperiali di circa due ettari, sono stati oggetto di scavi che hanno portato al ritrovamento di statue, fondazioni di monumenti, manufatti di epoche diverse e materiali inediti. Tra i ritrovamenti, una bottega del vasaio ceramista tardo quattrocentesco, un'intera necropoli del paleolitico e una sepoltura di donna del XII secolo a.C. sono state scoperte. Gli scavi hanno anche recuperato nuovi frammenti per la pianta di Roma antica, la Forma Urbis.
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