Il biglietto sale a 6.50 così il Belvedere avrà sei custodi Forte Belvedere riaprirà stabilmente grazie ad una maggiorazione del biglietto dingresso del giardino di Boboli. Il merito, svela lassessore alla cultura di Palazzo Vecchio Giovanni Gozzini, è dellEstate Fiorentina, che ha riportato allattenzione della città uno spazio necessario per mostre e eventi en plen air. «Utilizzeremo il plus ricavato - spiega Gozzini - per pagare i custodi: almeno 6, vista la grandezza e la complessità degli spazi del Forte. Ma anche per aprire un nuovo ingresso al giardino, appunto da Forte Belvedere». Lingresso a Boboli passerà «da sei euro a sei e cinquanta o a sette. Visto che ogni anno Boboli strappa in media 900mila biglietti, i 50 centesimi o leuro in più ci permetteranno di usufruire di una cifra tra i 450 mila e i 900 mila euro» spiega Gozzini. Ci vorranno alcuni mesi prima che il provvedimento entri in vigore: «Laccordo con la Soprintendenza è stato definito; si è anche sciolto il blocco determinato dalla Corte dei conti, che non approvava la disparità di trattamento tra fiorentini e non: il Comune garantirà infatti al giardino di Boboli un servizio di mantenimento del verde. Adesso spetterà al Ministero approvare laccordo: i tempi, insomma, dipendono da Roma». Provvedimento che non esclude lofferta avanzata dal Consorzio Albergatori di coprire le spese dei custodi per assicurare la riapertura del Forte: «Usufruiremo del loro aiuto fino a quando non arriverà il sì del ministero - spiega Gozzini - poi lo dirotteremo su altri settori, ovviamente di comune accordo». «La prossima settimana ho un appuntamento con il direttore dellufficio cultura di Palazzo Vecchio per discutere proprio di questo - dice Gabriele Berlincioni, presidente degli albergatori di Confindustria - per quanto riguarda lutilizzo dei nostri fondi per altri settori della cultura, vedremo. Spero che non accada ciò che avvenuto per lestate fiorentina del 2007: ci è stato chiesto un intervento il 20 giugno. In quella data potevo tuttalpiù valutare interventi per ledizione 2008». Intanto Gozzini sta andando avanti con le pratiche di riapertura dellanfiteatro delle Cascine: «Ho chiesto un progetto di fattibilità a due promoter di spettacolo fiorentini, Prg e Nozze di Figaro. E nulla osta da parte della soprintendenza». Per Piero Pelù, al suo primo anno di direzione artistica della kermesse, compito ben svolto secondo Gozzini («mi ha colpito il lavoro di cucitura dei rapporti tra istituzioni, associazioni e privati: anche questo è fare politica») sarà il coronamento di un sogno. Anche se ancora non ha deciso di accettare la riconferma dellincarico: «Devo entrare in studio per un nuovo album, poi ci sarà la promozione. Mi prendo 15 giorni per decidere. Se sono riuscito a restituire le Cascine alla città? Al cinquanta per cento, ma la colpa non è solo mia. Cè la pigrizia dei giovani fiorentini, dai quali mi sono sentito dire che lippodromo delle Mulina era irraggiungibile. E cè stata una gestione che ha ottenuto risultati discontinui. Non sarebbe una cattiva idea inserire, nei bandi di assegnazione degli spazi, una penale per quegli operatori che non garantiscono una qualità costante». Una cosa è fuori di dubbio: lestate fiorentina ha bisogno di un luogo fisso che possa ospitare eventi di medio richiamo. Lo dimostrano i costi di allestimento del teatro allaperto al piazzale Michelangelo: 60 mila euro per i Muse, 135 mila per gli altri eventi. Sono cifre di un bilancio che sia Gozzini che Pelù commentano positivamente: 537 spettacoli, 346 mila spettatori, un milione e 281 mila euro di spese quasi tutte sponsorizzate, «buoni presupposti per il futuro. Pur nelle sue tante sfaccettature, lestate fiorentina deve essere presentata ai privati come un pacchetto unitario». Magari lavorando in anticipo rispetto ai tempi adottati sino ad oggi, come ha rilevato la commissione di cultura di Palazzo Vecchio: laltro giorno ha ascoltato Gozzini, ieri Pelù: «Il centrodestra? In sede istituzionale è gentile, fuori dice peste e corna» commenta il rocker, che si rammarica perché non sono andati in porto i workshop per giovani artisti, propaggine invernale di Fi.esta. Mancano i 150 mila euro necesseri, ma Gozzini rassicura: «Siamo in contatto con la Fondazione Monte dei Paschi e lente Cassa di Risparmio».