ROMA - Un patrimonio, come testimonia anche l'Unesco, unico al mondo. Da custodire gelosamente. Ma anche da potenziare con opere di grande respiro architettonico (vedi le Piramidi al Louvre) in grado di arricchire, non solo dal punto di vista culturale, il Bel Paese. E' il messaggio che emerge con forza dalla «radiografia» dei beni dello Stato italiano, censiti per la prilla volta dall'Agenzia del Demanio al termine di un lavoro durato quattro anni. Un impegno - ha rilevato il Direttore, Elisabetta Spitz - che punta a valorizzare una «risorsa ad elevato potenziale», composta da 30.000 immobili sparsi in tutta Italia, di cui 20.000 edifici e 10.000 terreni. La Capitale e il Lazio figurano tra le 8 regioni con la più alta percentuale di beni immobiliari dello Stato, A Roma in particolare, l'Agenzia ha censito 1.077 immobili. Una«miniera» inestimabile, rappresentata dai monumenti più invidiati nel mondo come il Colosseo, ma anche da gioielli come Villa Tolomei sulle colline fiorentine,dimo-re rinascimentali, fari, e terreni. Tesori, ai quali si aggiungono ora le 17 «dimore sabaude» in Piemonte (come il Castello di Venaria) in grado di fare concorrenza ai Castelli della Loira. La presentazione del censimento, ha rappresentato l'occasione per il varo di un network che racchiuderà gli analoghi dell'Agenzia del Demanio italiana di 24 Paesi europei. In questo modo, ha sottolineato , Elisabetta Spitz, .sarà possibile «internazionalizzare il lavoro dell'agenzia e sostenere in modo sempre maggiore il più grande e prestigioso patrimonio immobiliare del mondo». Il censimento, rappresenta però anche una svolta nella gestione degli immobili pubblici: «Negli anni passati - ha sottolineato il vice ministro all'Economia, Vincenzo Visco - il patrimonio pubblico più fruttifero è stato venduto per coprire le spese correnti. Ora invece lo valorizzeremo per fare reddito, creare ricchezza e valore». In soldoni, questo colossale patrimonio pubblico rappresenta un valore aggiunto pari al 20 come quello dell'industria: «un recupero di produttività del 10 - ha aggiunto Visco - significa due punti in più del pii e non vedo perché rinunciarci». Sulla stessa linea anche il vice premier e ministro della Cultura, Francesco Rutelli: «Ora che disponiamo di questo censimento si può voltare pagina rispetto ad un'ipotesi un po' confusa di vendita del patrimonio dello Stato, che avrebbe portato introiti pari ad una goccia d'acqua nel deserto». Chiuso il capitolo «svendite», secondo Rutelli è ora di «puntare, di intesa con gli enti locali e regioni, su programmi di valorizzazione, di straordinarie potenzialità per cambiare il volto delle nostre città». Il censimento, che ha impegnato 1.600 persone e prodotto 150mila rilievi, 70 mila planimetrie, 700 mila immagini e raccolto 400 informazioni per ogni singolo bene censito, ha permesso l'individuazione di «una rete di beni ad alto potenziale di valorizzazione: 2.500 edifici sparsi in 153 comuni» scelti fra i 15.000 immobili del patrimonio immediatamente disponibile. Tutte le informazioni sono state raccolte in una banca dati dove i cittadini potranno attingere tramite Internet ed il proprio cellulare grazie ad un'altra novità dell'Agenzia: una targa da installare sugli immobili di maggior prestigio con i dati principali del bene e un codice da utilizzare sul Web. Mentre si punta a rilanciare l'immagine dell'Italia, dall'Ance arriva un attacco pesante alla Finanziaria proprio sul fronte delle infrastrutture. A fine 2007 - ha sottolineato il presidente Paolo Buzzetti, presentando i dati dell'Osservatorio congiunturale - si registrerà una riduzione del 3 degli investimenti nel comparto delle opere pubbliche, contrazione che proseguirà anche nel 2008 e sarà pari a -2,5. È' uno scenario che non esito a definire di emergenza e rispetto al quale neanche il significativo aumento di risorse previsto dalle due ultime manovre di finanza pubblica, sembra in grado di offrire una soluzione adeguata».