Davide Croff resta in sella alla Biennale. Almeno per un'altra ventina di giorni. Chi si aspettava che nel consiglio di amministrazione di ieri il presidente accelerasse con le dimissioni quel processo di rinnovamento urgente su cui ormai convengono tutti, deve attendere. Croff va avanti, sebbene mercoledì il ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli, in commissione cultura alla Camera ne abbia evidenziato l'incompatibilità con le volontà degli enti locali (Regione e Comune). Un "benservito" addolcito dall'apprezzamento per il lavoro svolto. Ma pur sempre un benservito. Croff ieri in cda si è presentato senza fare alcun riferimento alla situazione attuale, che lo vede di fatto sfiduciato dal ministro, dalla Regione e dal Comune. Prima di volare a Roma, per il gran gala della Festa del cinema, Croff ha ragguagliato i consiglieri sull'Archivio storico delle arti contemporanee (le cui condizioni sono state oggetto di quella che Croff ha definito una normale "verifica", ma che più di qualcuno ha interpretato come "ispezione") e ha proposto la nomina - accolta - di Maurizio Scaparro a curatore del progetto europeo Empart su musica, danza e teatro per il quale la Biennale beneficerà di finanziamenti comunitari. Pareva, insomma, un cda di normale amministrazione. Sotto il quale però covava un dubbio: ha senso proseguire con nomine e programmi in presenza di un presidente sfiduciato? Il fatto che ci fossero tutti i consiglieri (oltre a Croff, il sindaco Massimo Cacciari, il rappresentante del ministero Bruno Della Ragione, il consigliere della Regione Franco Miracco e quello della Provincia, Amerigo Restucci), confermava che comunque, dopo la relazione di Rutelli a Montecitorio, una certa curiosità da "day after" c'era. «Un'anatra zoppa»: così, con una metafora, Miracco ha definito la condizione attuale di Croff. E proprio Miracco a un certo punto, mentre si discuteva di Asac, ha sollevato, sostenuto da Cacciari, la questione che tutti bene o male attendevano: «È il caso di andare avanti, in presenza di tanta incertezza?». Così si è deciso di fermare tutto. L'atto conclusivo della riunione di ieri è stata una lettera sottoscritta dal sindaco Cacciari, dal governatore Galan e dal presidente della Provincia, Davide Zoggia, in cui si chiede a Rutelli, per l'ennesima volta, di accelerare l'indicazione del nuovo presidente e nella quale i tre enti locali si dicono preoccupati della fase di stallo che si è aperta nel cda. Il ministro attenderà la fine della Festa del cinema di Roma e ha già fatto sapere che scioglierà la riserva entro il 15 novembre. Sulla lettera però si è consumata l'ennesima frattura tra cda e presidente, perché Croff - coerentemente - ha rifiutato di mettere la firma sul documento che chiede l'accelerazione della sua uscita di scena. E per evitare che in futuro la scadenza del cda pregiudichi la programmazione dell'attività della fondazione, Croff ha chiesto ai consiglieri di valutare la possibilità di prorogare la scadenza del prossimo organo amministrativo in aprile (e non a gennaio, come avviene oggi), assieme all'approvazione del bilancio dell'anno precedente. Una decisione che porterebbe in capo a un cda in scadenza l'indicazione dei direttori e la programmazione delle varie sezioni.
Biennale, Rutelli decida in fretta"
Il presidente della Biennale, Davide Croff, è stato confermato in carica per almeno un'altra ventina di giorni, nonostante le dimissioni del ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli, che avevano evidenziato l'incompatibilità con le volontà degli enti locali. Croff ha presentato la nomina di Maurizio Scaparro a curatore del progetto europeo Empart, ma il cda ha deciso di fermare tutto a causa della sua condizione attuale di sfiducia. I tre enti locali (Regione, Comune e Provincia) hanno chiesto al ministro di accelerare l'indicazione del nuovo presidente, ma Croff ha rifiutato di mettere la firma sulla lettera.
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