Fari e case cantoniere affittati alle più prestigiose catene alberghiere del mondo con gare internazionali. Vecchie caserme in pieno centro cittadino trasformate in campus universitari. Palazzi rinascimentali destinati ad attività culturali e aperti al pubblico. Accadrà di qui a pochissimo, grazie al primo censimento di tutti i beni demaniali dello Stato. Perché, individuati e classificati uno per uno, si potrà finalmente capire come gestirli al meglio per produrre reddito e ricchezza. L'operazione censimento, trattandosi di un patrimonio enorme ed eterogeneo come quello italiano, è stata particolarmente complessa. Tanto da durare 4 anni e da coinvolgere 1.600 persone. Alla fine l'Agenzia del demanio ha scoperto che il nostro patrimonio pubblico è composto da 30mila beni: 20mila edifici (per un totale di 95 milioni di metri cubi), 1 Ornila terreni (per un totale di 150 milioni di metri quadrati). Si va dal Colosseo, alle case di guardia idrauliche sul Reno, alla Reggia di Caserta, all'Arsenale di Venezia, a villa Tolomei sulle colline fiorentine. Insomma, di tutto un po': monumenti stranoti, musei, siti archeologici, insediamenti militari, palazzi di giustizia, aeroporti civili, carceri, strutture portuali, complessi universitari. Senza parlare di parchi, coste, miniere, giacimenti, fiumi, laghi, torrenti, strade e autostrade. Tutto studiato e archiviato dall'Agenzia guidata da Elisabetta Spitz, che ha prodotto 70mila planimetrie, 700mila immagini, 400 informazioni su ogni singolo bene, compreso il nome di chi lo occupa. Materiale raccolto in una banca dati unica, che presto potranno consultare anche i cittadini per scoprire non solo le caratteristiche di ogni bene, ma anche tasso di utilizzazione, di redditività, di riscossione. Elementi che danno il senso di una logica capovolta rispetto a quella che ha guidato le scelte dei vari governi sin dagli anni Novanta, quando l'obiettivo era mettere in piedi imponenti piani di dismissioni dei gioielli di Stato per far fronte ai debiti accumulati. Ora i debiti sono pure aumentati, ma l'obiettivo è un altro: valorizzare questo ingente patrimonio collettivo, «E' importantissimo aver messo fine al mito della svendita», ha sottolineato Rutelli durante la presentazione del censimento alla presenza di Napolitano. «Lo Stato ha insistito il vicepremier non deve risanare i conti svendendo il proprio patrimonio, deve valorizzarlo trasformandolo in ricchezza». Una ricchezza niente affatto da sottovalutare. Il viceministro all'Economia Visco ha spiegato infatti che se il nostro patrimonio recuperasse un 10 di efficienza (affittandolo ai privati, tagliando gli esorbitanti costi di manutenzione e ricondu-cendo tutto ai valori di mercato) il prodotto interno lordo italiano crescerebbe di ben due punti: 30 miliardi di euro in più. «Dal punto di vista del debito ha detto Visco è stravagante pensare di risanare vendendo beni. I beni devono restare pubblici, in gestione ai privati che pagano un canone a prezzi di mercato». La Finanziaria permette ad esempio allo Stato di affittare immobili pubblici ai privati per 50 anni, termine sufficientemente lungo da incentivare la voglia di intervento e di gestione degli investitori. «Ad esempioha ricordato Visco con il progetto caserme è possibile trasformare beni ormai mutili della Difesa per fare reddito e creare ricchezza». Il Demanio ha individuato una rete di beni «ad alto potenziale di valorizzazione» composta da 2.500 edifici in otto regioni: Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania, Sicilia. I primi progetti sono già partiti. Per aggiudicarsi l'affitto di fari, torri di avvistamento, caselli ferroviari è già scesa in campo De Charme, una delle più grandi catene mondiali di alberghi.
Il Belpaese diventa macchina da soldi
L'Agenzia del demanio ha completato il censimento di tutti i beni demaniali dello Stato, che comprende 30.000 beni, tra edifici, terreni, monumenti, siti archeologici e altre strutture. Il censimento è stato condotto con 1.600 persone e ha prodotto 70.000 planimetrie, 700.000 immagini e 400 informazioni su ogni bene. Il patrimonio pubblico italiano è composto da 20.000 edifici, 1.000 terreni e altri beni di valore significativo. L'Agenzia ha individuato 2.500 edifici ad alto potenziale di valorizzazione in otto regioni, tra cui la Toscana, l'Emilia Romagna e il Lazio.
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