Dopo il tempio di Venere sfregiato dalle colonne di vetroresina ad uso dei defilé estivi, dopo l'Ara Pacis trasformato in atelier per lunghe teorie di manichini del sublime Valentino, dopo gli ascensori panoramici montati in cima all'Altare della Patria adesso arriva la notizia che il Maxxi, il museo d'arte contemporanea della capitale, per la realizzazione del quale anche questo giornale si è molto battuto, ospiterà una parte della collezione di chincaglierie di Renzo Arbore che ha voluto donare al museo chili di borsette, phon, portatovaglioli e pappagalli. «L'idea della donazione al museo», dichiarava ieri lo show man al Corriere, «nasce perché ero invaso dalla plastica. Ho una grande collezione che ho cominciato scherzando e che è arrivata a dimensioni impensabili». Detto così sembra che il simpatico Renzo di plastica ne aveva talmente tanta nel suo attico al Fleming che è stato costretto a liberarsene, donandola al Maxxi. Il quale se l'è presa di buon grado. Ora: va bene che viviamo nell'epoca del post-moderno, va bene che il bello e il brutto sono concetti superati dalla critica e che dopo la merda d'artista di Manzoni nessuno può arrischiarsi a dire che esistono opere d'arte ed esistono opere che arte non sono, va bene tutto... ma c'è anche un limite. E il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli insieme al sindaco di Roma Walter Veltroni questo limite dovrebbero anche provare a definirlo. Dovrebbero cioè, ci permettiamo di consigliare sommessamente, evitare la "deriva pornografica", l'utilizzo del patrimonio monumentale romano come palcoscenico di operazioni tra il commerciale e il sensazionalistico. Che non hanno nessuna valenza divulgativa e che rischiano di snaturare la cifra specifica di siti e musei e quel che è peggio di trasformare Roma in un non luogo.
Caro Rutelli Roma non è di plastica
Il Maxxi, il museo d'arte contemporanea di Roma, ospiterà una parte della collezione di chincaglierie di Renzo Arbore, donata dallo showman. La collezione comprende chili di borsette, phon, portatovaglioli e pappagalli. L'idea della donazione è nata da Arbore, che ha dichiarato di aver una grande collezione di oggetti in plastica e di averla donata al museo per liberarsene. Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli e il sindaco di Roma Walter Veltroni hanno espresso preoccupazioni sulla "deriva pornografica" dell'utilizzo del patrimonio monumentale romano per scopi commerciali e sensazionalistici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo